Caldo e vacanze Consiglieri e gente disertano la festa

Al monumento associazioni d’arma e autorità Pochi i tricolori esposti, pavesata piazza del Popolo

di Enri Lisetto

Ha 71 anni e li compie, sua sfortuna, i primi giorni di gran caldo e, doppia sfortuna, all’inizio di un potenziale ponte. Ecco perché la Repubblica viene festeggiata sì, ma sottotono, senza studenti, senza molti rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, senza sfarzi se non una manciata di tricolori davanti al nomumento e in piazza del Popolo, sede della prefettura. E un rinfresco, magistralmente preparato dagli studenti dello Ial, essendo stato abolito da tempo, complice la grande crisi, lo sfarzoso ricevimento che, la sera del 2 giugno, era tradizionalmente riservato alle “autorità”.
Alzabandiera, inno nazionale e onori ai caduti, al monumento di piazza Ellero dei Mille, dove non si sono tenuti discorsi. A fare gli onori di casa, il prefetto Maria Rosaria Laganà, in completo rosso, e il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani; con loro Paolo Panontin, assessore regionale alle autonomie locali e il colonnello Adriano Serafini, per il comando della Brigata corazzata Ariete, che è anche consigliere comunale della civica Il Fiume. A scortare il gonfalone decorato di medaglia d’oro della (quasi fu) Provincia, in assenza di personale già dirottato in altri ruoli, un marinaio, un alpino e un fante in congedo, la polizia municipale, col comandante Stefano Rossi, quello del Comune.
Niente scolaresche, qualche bambino con la mamma, rappresentanti di associazioni combattentistiche e d’arma, poco pubblico. Il caldo sul banco degli imputati. “Decimati” anche i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni: i consiglieri regionali Renzo Liva ed Elio De Anna, l’onorevole Giorgio Zanin (il senatore Sonego ha partecipato alla cerimonia in prefettura), una ventina di sindaci (a onor del vero alcuni tenevano analoghe cerimonie nei rispettivi paesi), gli assessori comunali Emanuele Loperfido e Pietro Tropeano, il delegato Alessandro Basso, i consiglieri di maggioranza Mattia Tirelli e Alberto Santarossa, Marco Salvador e Roberto Freschi, di opposizione; due sacerdoti: don Roberto Laurita e don Luca Basaldella, entrambi della parrocchia San Giorgio. Al completo i vertici delle forze dell’ordine – carabinieri, polizia, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, guardia di finanza –, alcuni degli enti economici e sociali: Giovanni Pavan, Camera di commercio, Renato Puiatti, Fiera, Alberto Quagliotto, casa circondariale, Rosanna Rovere, ordine degli avvocati, Corrado Della Mattia, Aci, Silvio Romanin, Anioc; per l’aeroporto e il 31° Fw di Aviano, il generale Lance Landrum e il colonnello Giorgio Albani. Al termine della cerimonia, in testa la Filarmonica cittadina diretta da Didier Ortolan, il corteo si è portato in prefettura, per la consegna delle onorificenze al merito della Repubblica.
Due gli insigniti di Prata, diploma consegnato dal sindaco Dorino Favot. Rino Santarossa è ufficiale: fondatore della Pro loco e presidente onorario di Avis e Aido, ha raccolto fondi pro Avis di Poggio Renatico distrutta dal sisma e sostiene un centro ospedaliero in Africa; Irma Martin è cavaliere: responsabile di Casa Lucia, è socio fondatore della Pro e attiva nel centro giovanile Kennedy.
Elio Tesolin, di Chions, è stato insignito ufficiale dal sindaco Renato Santin: è volontario in associazioni di anziani di Azzano Decimo e Chions, segretario Ana Villotta Basedo e aggiunto della sezione combattenti e reduci di Villotta. Non ha partecipato alla cerimonia il grande ufficiale Mauro Moscatelli, di Pordenone.
Dirigente del ministero del lavoro e delle politiche sociali, attuale direttore interregionale del lavoro di Venezia, ha diretto le strutture territoriali di Belluno, Venezia e Pordenone: è il cavaliere Stefano Marconi, premiato dal senatore Lodovico Sonego; con Julia Marchi il sindaco Alessandro Ciriani: lungo applauso per la presidente dell’associazione famiglie dei caduti e dispersi in guerra.
Due i cavalieri di Spilimbergo, premiati dal vicesindaco Enrico Sarcinelli; Vincenzo Afragola è primo maresciallo luogotenente al 32° reggimento carri di Cordenons e volontario con l’Avis; Ubaldo Caregnato è stato artificiere e addetto al settore amministrativo, volontario di protezione civile e dell’Anc.
L’assessore Paolo Panontin ha consegnato l’attestato al concittadino di Azzano Decimo Sergio Silvestre, presidente del Coordown onlus di Roma e vice del centro servizi volontariato regionale; il comandante provinciale dei carabinieri Mario Polito ha insignito Antonio Sutto, appuntato scelto, volontario alla Fias, della protezione civile di Conegliano e Aido di Brugnera.
L’onorevole Gianni Zanin ha premiato Francesco Toneguzzo, sindaco di Cordovado: ha costituito la sezione di protezione civile e soccorso le popolazioni piemontesi alluvionate (1994) e coordinato i volontari in Albania per la missione Arcobaleno. Il sindaco di Fiume Veneto Cristian Vaccher ha premiato Albino Basso, presidente della scuola media, coordinatore della protezione civile, ha organizzato una raccolta di fondi per un ospedale pediatrico di Haiti colpita dal terremoto nel 2010.
Il questore Antonio Buso ha insignito l’ispettore capo della polizia di Stato Raffaele Padrone, fondatore del sindacato Ugl e vicesgretario nazionale e provinciale. Sergio Maccorin è impegnato tra i volontari della sicurezza a Pravisdomini (premiato dal sindaco Davide Andreatta), fondatore Aido, segretario di Quadrifoglio, è attivo nell’assistenza alle persone deboli. Lavinia Corona, sindaco di Vajont, ha premiato due concittadini: l’alpino Celeste Martinelli e Severino Mazzucco, che nel 1970 ha collaborato alla costruzione di Vajont a favore delle popolazioni colpite dal disastro, ha partecipato alla ricostruzione del suo paese colpito dal terremoto del 1976 ed è socio fondatore di Ado e Admo.
Due le vittime del terrorismo alle quali è stato riconosciuta la specifica onorificenza: il colonnello Salvatore Cipolla di Cordenons e il caporalmaggiore scelto Antonio Carlucci di Fiume Veneto. Appartenenti all’11° reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore, nel 2011 rimasero coinvolti in un attentato in Afghanistan.
Infine, medaglia d’onore in memoria all’ex deportato Giorgio Valerio di San Vito al Tagliamento, consegnata ai familiari dal vicesindaco Federica Fogolin.
A chiusura della cerimonia, il concerto della Filarmonica cittadina che si è concluso con il Trentatrè, alpini e sindaci tutti in piedi.

Fontanafredda, sostegno a Bazzo Ecco Serracchiani e Bolzonello

Lunedì sera la presidente sarà a Ca’ Anselmi, il 9 il vice parteciperà alla chiusura della campagna Evidente il segnale politico: il Pd corre da solo, tre anni fa Peruch era stato “ignorato” dal partito

di Miroslava Pasquali

FONTANAFREDDA. I vertici politici della Regione saranno a Fontanafredda per tirare la volata al candidato sindaco del Pd Attilio Bazzo. Lunedì alle 21, nella sala comunale di Ca’ Anselmi, interverrà la presidente Debora Serracchiani, mentre per la serata di chiusura della campagna elettorale di venerdì 9 giugno, davanti al municipio di Vigonovo, è previsto l’arrivo del vicepresidente Sergio Bolzonello, nonché di altri esponenti regionali dei democratici e dell’onorevole Giorgio Zanin.
Tre anni fa, quando a rappresentare il Pd (in una coalizione a tre) c’era Claudio Peruch, la numero uno della Regione aveva “tralasciato” di fare tappa a Fontanafredda per far sentire il proprio appoggio all’allora candidato. Oggi, con il centrosinistra che ha scelto di presentarsi in solitaria dopo il terremoto politico che ha avuto come epilogo il commissariamento dell’ente comunale, il sostegno delle più alte sfere regionali a Bazzo e alla sua squadra è incondizionato. Va detto che Peruch, contrariamente all’assessore uscente al Bilancio, non era diretta espressione del partito.
Correre senza alleanze nella sfida alle urne, alla luce di quanto accaduto, è stata «una scelta obbligata» per il Partito democratico di Fontanafredda, intenzionato ad «assumersi le proprie responsabilità di fronte agli elettori» e a riprendere il filo interrotto dopo la fine anticipata dell’amministrazione in cui il Pd era l’azionista di maggioranza.
Nel frattempo, l’ex vicesindaco con delega all’Urbanistica e attuale candidata consigliera per i dem Adriana Del Tedesco ha scritto una lettera aperta agli altri aspiranti primi cittadino e al commissario Loris Toneguzzi a proposito della variante urbanistica 39, ultimo atto votato a maggioranza dalla passata amministrazione. «Considerato che sono pervenute al Comune 37 osservazioni dei cittadini a proposito della variante – scrive Del Tedesco –, e che il commissario non appare intenzionato ad assumersi la responsabilità di giungere alla fase dell’approvazione della variante, il Pd tramite la mia persona si fa promotore per la ricerca di una possibile e veloce soluzione nell’interesse dei cittadini già fortemente penalizzati dalla decadenza dell’organo amministrativo. Chiede pertanto al commissario la convocazione urgente di una riunione a cui partecipino tutti i candidati sindaci, nonché i tecnici che hanno partecipato alla stesura del documento, per un esame urgente delle osservazioni al fine di poter produrre una decisione più condivisa possibile in merito alla variante stessa».
L’approvazione finale rimarrebbe in capo al commissario, ma avrebbe l’avallo di tutti candidati, che darebbero il loro «impegno inderogabile al suo rispetto per chiunque sarà eletto sindaco».