ORA! Diario del mese di settembre 2017

[nel corso di questo mese le attività sono state davvero molte e a quasi tutte è dedicato un post nelle varie sezioni di questo sito. Questi appunti sono dunque solo alcuni dei passaggi che ho condiviso con chi mi segue, ma per approfondimenti consiglio di consultare le singole pagine del sito]

30 settembre

Ora a Palmanova per la la convention programmatica promossa dal PD del Friuli Venezia Giulia per lanciare il percorso verso le elezioni del 2018. Comunità, innovazione ed energia per costruire il futuro, questa la linea guida, affrontata in numerosi tavoli tematici coordinati ottimamente da Gianni Ghiani.
Nel mio intervento al tavolo Agricoltura, stimolato da Paola Misciali, ho sottolineato tra l’altro la centralità di un’azione di territorio fondata sul nuovo assetto istituzionale delle UTI, veicolo fondamentale per assicurare una ricaduta delle politiche di settore. Le proposte dovranno partire da uno sguardo al futuro consapevole dei cambiamenti climatici e delle conseguenze concrete anche in campo agricolo, a partire dalla necessità di potenziare la ricerca in collaborazione in primis con l’università, in vista della promozione anche di nuove colture, in primis la canapa industriale e il bambù gigante, che potrebbero favorevolmente incrociarsi anche con la tradizionale produzione del settore dell’edilizia e dei mobilifici. Da perseguire anche una politica attenta ai beni comuni: l’acqua è fondamentale non solo per l’agricoltura ma anche per la salute. Inoltre il tema della proprietà, dei Domini Collettivi e dell’assetto fondiario sono centrali per sviluppare davvero le filiere bosco-legno con il potenziale notevole a disposizione della nostra regione.

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Mentre va mantenuta l’attenzione per rendere proficui anche gli ultimi mesi di legislatura, è bene tenere alta la memoria delle cose fatte.
http://deputatipd.it/fatti-concreti/bonus-ottantaeuro/

28 settembre
Ora alla Conferenza Stampa promossa dai dottorandi italiani “L’INVESTIMENTO IN CONOSCENZA PAGA I MIGLIORI DIVIDENDI:GLI SCATTI STIPENDIALI PER I DOTTORANDI ITALIANI. Una buona occasione per prendere coscienza di un problema e studiare una strategia che sostenga i giovani e la ricerca a livello strutturale. Un impegno condiviso tra gli altri con Paolo CovaManuela GhizzoniChiara Gribaudo, a cui nel suo intervento il Capogruppo PD Ettore Rosato ha assicurato attenzione ed impegno sin dalla prossima legge di bilancio.
26 settembre
Sempre in aumento la schiera dei lettori di Servizio in Camera. Ieri sera è toccato a Romano Prodi dire “Bel titolo!” e a me rispondere “Non è solo un titolo, è sostanza”. Buona lettura
25 settembre

Mentre va mantenuta l’attenzione per rendere proficui anche gli ultimi mesi di legislatura, è bene tenere alta la memoria delle cose fatte.
http://deputatipd.it/fatti-concreti/legge-cyberbullismo/

23 settembre

Mentre va mantenuta l’attenzione per rendere proficui anche gli ultimi mesi di legislatura, è bene tenere alta la memoria delle cose fatte.
http://deputatipd.it/fatti-concreti/legge-sprecoalimentare/

Oggi pomeriggio bella discussione sulla possibilità e sulla necessità di scommettere sulla buona politica, a partire dalla presentazione del mio “Servizio in Camera”. Le ACLI milanesi, guidate da Paolo Petrarca e stimolate anche dal mio collega Francesco Prina, si dimostrano ancora un buon laboratorio di attenzione e azione sui crinali che guardano al futuro. Fedeli alla lezione di Giovanni Bianchi!
18 settembre
Mattinata dedicata al futuro, al Liceo Puiatti di Sacile, per parlare del Caso Moro insieme a Gero Grassi, giunto al suo 444 appuntamento pubblico di presentazione di alcuni dati dell’indagine della Commissione Parlamentare d’inchiesta dedicata al Caso Moro.
Ottimo inizio dell’anno scolastico per le classi quinte. Complimenti dunque agli insegnanti e al preside Mattera. Stasera poi si replica, sempre a Sacile, alle 20.30 presso l’ex chiesa San Gregorio.
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Mentre si continua a lavorare, è bene tenere a mente cosa è stato fatto durante questa legislatura!

15 settembre
Stasera a Campoformido, ospite del Progetto Giovani locale, riprendono le presentazioni del mio libro Servizio in Camera assieme ad Ugo Furlan
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Mattinata di grande rilevanza a Paluzza, per l’apertura di BOSTER, con il convegno voluto da Legno Servizi Società Cooperativa, dedicato alla legge quadro in materia forestale. Un risultato che viene raggiunto dopo numerosi passaggi: il tavolo della filiera bosco-legno del 2012-14, il percorso parlamentare con le risoluzioni e la legge delega al collegato agricolo che ho personalmente sostenuto come primo firmatario, l’appuntamento di Bosco 2.0 nel 2016 a Meduno e infine il lavoro qualificato del ministero, qui rappresentato dal direttore Alessandra Stefani, per costruire il giusto mix di interessi tra ministeri, in primis per affrontare il nodo della priorità della gestione del patrimonio forestale come asse prioritario della legge. Il patrimonio forestale è una risorsa che va interpretata anche sul piano economico oltre che in termini ambientali. Dunque la legge che sta per arrivare dovrà trovare, come ha ribadito giustamente l’assessore Cristiano Shaurli tutti i soggetti interessati pronti a lavorare insieme per svoltare in via definitiva e trasformare la gestione dei boschi in risorsa strategica per il nostro Paese, in primis per le aree interne.
 
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Mentre va mantenuta l’attenzione per rendere proficui anche gli ultimi mesi di legislatura, è bene tenere alta la memoria delle cose fatte.
http://deputatipd.it/fatti-concreti/legge-unionicivili/

 14 settembre

Ieri una bella occasione alla Camera per rilanciare la conoscenza della vicenda Gladio, attraverso la presentazione del volume La strategia del gatto, di Laura Sebastianutti e Franco Tosolini. La forza della narrazione è decisiva anche per stabilizzare la memoria storica condivisa. Che sarebbe per gli italiani la guerra civile, la resistenza, senza Il partigiano Johnny… Il sentiero dei nidi di ragno… La ragazza di Bube… I piccoli maestri… Uomini e no… Anche la stagione della Guerra Fredda ha bisogno di uno sforzo narrativo che aiuti soprattutto le giovani generazioni a conoscere le vicende e cogliere i valori di quella stagione. Esattamente come fa “La strategia del gatto”!

 
 
13 settembre

Oggi pomeriggio alla Camera presentiamo il volume “La strategia del gatto” di Laura Sebastianutti, dedicato al racconto di uno dei misteri italiani: la vicenda di Gladio. Una presentazione che desidero replicare presto anche in Friuli Venezia Giulia, uno dei territori più significativi per questa vicenda e sede tra l’altro dell’associazione italiana volontari “Stay Behind”

 Misteri italiani nel “La strategia del gatto” verranno presentati assieme al deputato Cova e agli on Grassi e Zanin
10 settembre

Mattinata piovosa, giusto quel che serve per inaugurare a Budoia la cinquantesima Festa dei funghi e dell’ambiente. Una occasione che testimonia l’importanza di generare comunità, cultura e attenzione ambientale, attraverso l’impegno dei tanti volontari, della Pro Loco presieduta da Maurizio Carlon e di tutte le numerose associazioni che collaborano per la realizzazione della festa, dalle associazioni micologiche che curano l’allestimento della mostra, alla Marson editore che propone il BioPhotoFestival. Insomma un gran bel gioco di squadra, da ammirare e imitare.

 
4 settembre

Tra poco interverrò alla Festa in Rosso di Quinzano (Verona) su un tema che mi sta molto a cuore, ossia la legge di iniziativa popolare di cui sono relatore per una difesa non armata e nonviolenta, insieme a Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento.

 Nessun testo alternativo automatico disponibile.

PESCA SPORTIVA: PRESTO IL DECRETO MINISTERIALE PER L’IMMISSIONE DELLA TROTA IRIDEA

Continua la stretta collaborazione CON l’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia.
Nel Question Time in Commissione Ambiente alla Camera è arrivata la conferma che è in corso di approvazione la modifica dell’articolo 12 del DPR n. 357 del 1997 che, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 22 della Direttiva Habitat, consentirebbe l’immissione in natura di specie alloctone.
Dal 2015 ad oggi assieme al presidente dell’ETP, Flaviano Fantin, abbiamo lavorato assiduamente per giungere a una soluzione. Un percorso molto complicato a causa anche dei doverosi rimpalli di competenze e responsabilità tra ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e Dipartimento per le politiche Europee presso la presidenza del Consiglio, che hanno prolungato i tempi.
Nel question time in commissione Ambiente ho chiesto al Ministero quali siano le ragioni per le quali non sia stato ancora concluso l’iter di approvazione dello schema di DPR che prevede l’immissione della trota iridea nelle acque interne che attualmente comporta un consistente danno economico e sociale in particolare al settore della pesca sportiva. La sottosegretaria Silvia Velo ha assicurato che il Ministero dell’ambiente sta svolgendo le proprie attività con il massimo livello di attenzione, al fine di accelerare la procedura di approvazione dello schema di decreto in questione.

IMMISSIONE SPECIE ALLOCTONE: QUESTION TIME IN COMMISSIONE AMBI…

PESCA SPORTIVA: PRESTO IL DECRETO MINISTERIALE PER L’IMMISSIONE DELLA TROTA IRIDEAContinua la stretta collaborazione CON l’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia. Nel Question Time in Commissione Ambiente alla Camera è arrivata la conferma che è in corso di approvazione la modifica dell’articolo 12 del DPR n. 357 del 1997 che, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 22 della Direttiva Habitat, consentirebbe l’immissione in natura di specie alloctone.Dal 2015 ad oggi assieme al presidente dell’ETP, Flaviano Fantin, abbiamo lavorato assiduamente per giungere a una soluzione. Un percorso molto complicato a causa anche dei doverosi rimpalli di competenze e responsabilità tra ministeri dell'Agricoltura, dell'Ambiente e Dipartimento per le politiche Europee presso la presidenza del Consiglio, che hanno prolungato i tempi.Nel question time in commissione Ambiente ho chiesto al Ministero quali siano le ragioni per le quali non sia stato ancora concluso l’iter di approvazione dello schema di DPR che prevede l'immissione della trota iridea nelle acque interne che attualmente comporta un consistente danno economico e sociale in particolare al settore della pesca sportiva. La sottosegretaria Silvia Velo ha assicurato che il Ministero dell’ambiente sta svolgendo le proprie attività con il massimo livello di attenzione, al fine di accelerare la procedura di approvazione dello schema di decreto in questione.

Pubblicato da Giorgio Zanin su Sabato 30 settembre 2017

Servizio in Camera 7/2017 – SPECIALE AMBIENTE

Newsletter n. 07/2017
28 settembre 2017
SPECIALE AMBIENTE

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IL CORTOCIRCUITO AMBIENTALISTA DEL PRESENTE
(pubblicato da Il Foglio, 26 settembre 2017)
La discussione sull’ambientalismo in politica ha ripreso vigore a rimorchio di qualche tragedia collegata al cambiamento climatico. Come d’abitudine, si potrebbe dire, anche perchè la miopia cronica non è questione che riguarda solo il ceto politico. Tanto meno è una questione solo della sinistra, anche se l’autocritica aperta da Walter Veltroni è stragiustificata. La verità è che i richiami del futuro sul nostro presente, invece che della linearità del raziocinio e delle evidenze dei dati scientifici, paiono aver bisogno delle tinte pulp per fare breccia e stimolare la nostra attenzione momentanea. Questo è il vero problema. Questo è il segno dei tempi che dobbiamo comprendere in profondità per poterlo affrontare.
Le tragedie del passato obbligavano a surplus di attenzione, imponevano scelte concepite per  orizzonti lunghi. Ho un esempio in mente, quello del sisma friulano del 1976, di cui abbiamo ricordato pochi mesi fa il quarantennale. Quello rimane come esempio emblematico non soltanto di un popolo coriaceo e concreto, ma anche di una classe dirigente capace di alzare lo sguardo lontano, proprio mentre le circostanze la piegavano a terra. Prepararsi al futuro in verità faceva parte costante delle attenzioni delle famiglie. Era per costruire il futuro che si doveva andare a scuola. Era per il futuro che bisognava mettere da parte le risorse, risparmiare. Persino la cura dei rapporti sociali e familiari erano segnati dal rispetto e dall’osservanza di codici etici figli dalla volontà di non “rompere” e perciò di non mettere a repentaglio l’avvenire. L’ethos popolare e familiare ispirato dalla volontà e dall’ottimismo verso il futuro, finiva per ispirare anche l’ethos pubblico. Saper attendere, preparare le cose, progettare gli interventi, mirare a creare le condizioni utili a realizzare cose giuste e utili alla collettività, guardare avanti e fare un passo dietro l’altro, questo era lo stile e la strategia di chi aveva responsabilità fino a non troppi anni fa. Persino il lessico dei ministeri era diverso: a prescindere da un giudizio sulla qualità buona o scarsa, parlavano in termini di “piani” e non di decreti.
Ed ora invece? Siamo in un’altra epoca e non è una colpa. Una delle sfide della modernità è l’eccesso del presente, è la mole continua di input che si abbattono nel nostro campo vitale e che attendono una risposta “qui e ora”. Il rapporto tra causa ed effetto pare non reggere un’attesa superiore a qualche giorno. Tutto deve procedere in modo accellerato, e ciò che è necessario misurare con le ricadute in anni, esce dall’attenzione e cessa d’essere, per dirla alla Rovazzi, molto interessante. L’eclissi del futuro è dunque l’altra faccia di questo eccesso. Le agende politiche scariche di prospettiva sono figlie di questo cambio d’epoca. Un’epoca in cui le rendite non derivano dall’arte metodica e spirituale del contadino, ma dalla compulsività dell’azzardo generata dalle quotazioni di borsa.
In questo contesto culturale è un vero esercizio acrobatico immaginare dunque una classe politica con lo sguardo fisso sul futuro. Troppi riflessi immediati, troppe convenienze prossime condizionano la visione e limitano l’azione. Non solo le scadenze elettorali. Il caso del rivio della legge sul cosiddetto Ius culturae pare in questi giorni l’esatta conferma di questo processo di frantumazione, di questo eccesso di presente. Dopo il tramonto delle ideologie, l’eclissi del futuro segna in modo indelebile la traiettoria delle democrazie, al punto da rendere tollerabile qualsiasi sperimentazione: anche la Brexit, anche Trump può andare bene per vedere l’effetto che fa, nella convinzione che i danni eventualmente provocati da una scelta riguardino solo l’immediato. Insomma, la cittadinanza dell’iper-presente genera la politica della reversibilità più che dell’alternanza. Anche i leader si possono far emergere e sostituire in poco tempo. Un gattopardismo populista del terzo millennio si direbbe, in cui va bene tutto perchè finirà presto per non andare bene niente, in una deriva del tutto inadeguata alle necessità.
La cultura ambientalista viceversa richiede conoscenza delle relazioni lunghe di causa-effetto. Mentre la generazione – quella degli under quaranta – che a detta dei sondaggi ha i temi ambientali in testa alla lista delle sue sensibilità, pare immersa in un cortocircuito culturale: vorrei ma non non mi interessa, verrebbe da dire. L’offerta politica deve dunque saper intercettare questa contraddizione. E le persone già attrezzate per questa battaglia di lungo corso, indispensabile per riportare il futuro al centro delle scelte, devono spiegarla ai cittadini senza nascondere la sua componente impopolare, per chiedergli il consenso alle ormai prossime elezioni politiche. Questa è la prima vera sfida con cui fare i conti, si spera prima del prossimo allagamento.
Giorgio Zanin

ECOBONUS DEL RIO: VERSO UNA STABILIZZAZIONE DEGLI INCENTIVI

Ambiente per l’audizione con il Ministro Graziano Del Rio a proposito degli incentivi al recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio. Un segnale molto buono anzitutto nel metodo: il Ministro viene a confrontarsi con il Parlamento in vista della messa a punto delle misure della legge di bilancio! Poi per la sostanza, con l’annuncio dell’impegno a dare stabilità alle misure, cercando la loro commisurazione con l’efficacia delle opere e con l’attenzione sociale, in particolare per gli incapienti.
Nel mio intervento ho sottolineato tra l’altro la necessità di inquadrare gli effetti sociali delle misure anche in termini intergenerazionali e di salubrità degli immobili, dando attenzione a proteggere anche coloro che, in caso di sopravvenuta incapienza contributiva ad esempio per la perdita del lavoro, non si ritrovino anche con la beffa della perdita del beneficio maturato attraverso i lavori edili.

 

Ora in commissione

PUBBLICO IMPIEGO: GESTIRE E NON SUBIRE IL NATURALE TURNOVER, APRENDO AI GIOVANI

In questi giorni ho ricevuto numerose richieste di chiarimento da parte di amici impegnati nel pubblico impiego, a proposito del piano di assunzioni annunciato. Penso di fare cosa utile nel rilanciare la versione integrale dell’intervento del SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ANGELO RUGHETTI sul Corriere della Sera del 21 settembre scorso

Qualcuno diceva che “i fatti sono testardi” e resistono anche alle critiche più autorevoli e alle polemiche inutili. Ed i fatti riportati nei virgolettati del sottoscritto che potete leggere in questa pagina (https://www.facebook.com/angelo.rughetti.3/posts/1676521729056543) dicevano questo:
1. Nei prossimi 5 anni andranno in pensione circa 450 mila lavoratori pubblici in virtù delle norme vigenti (fatto facilmente verificabile dai dati INPS, ARAN e RGS).
2. Non è prevista nessuna norma, né c’è alcuna volontà politica di anticipare la data del pensionamento dei dipendenti pubblici.
3. Questa uscita di personale così consistente rappresenta una occasione per fare un grande ricambio nella PA portando nuova linfa e giovani talenti.
4. Per farlo però (e questa è la proposta) è bene evitare unasostituzione“automatica”dei profili ma occorre un grande “progetto paese” che faccia entrare nella PA le professionalità che servono ai cittadini e alle imprese. Come?
Facendo una analisi dei fabbisogni (quali profili professionali sono necessari).
Scegliendo le priorità (quali prendiamo per prima).
Rendendoomogeni i concorsi fino ad arrivare ad un concorso unico per lo Stato (fare in modo che per ciascun profilo professionale corrisponda un modello di reclutamento uguale per tutte le PA).
5. Per realizzare questa proposta:
Non servono leggi. Perché la riforma Madia già prevede tutto ciò (sono necessarie linee guida e accordi in Conferenza Unificata su cui si sta lavorando).
Non servono soldi aggiuntivi. Perché la regola del turn over prevista dalle leggi attuali è già scontata nei saldi di finanza pubblica e comporta un risparmio consistente per il bilancio dello Stato.
In altri termini anche senza la mia proposta queste persone saranno sostituite ugualmente ma senza un “governo” di questo processo. Non ho fatto nessun annuncio elettorale né ho proposto una “grande abboffata” che scardina i conti pubblici. Ho solo proposto che gli enti pubblici agiscano secondo una visione complessiva e non uti singuli.
E’ in corso l’assunzione di lavoratori a tempo determinato assunti con concorso e che da tanti anni lavorano nella PA senza costi aggiuntivi. Gli altri lavoratori titolari di contratti atipici, invece, dovranno farlo un concorso. In assoluto rispetto della Costituzione.
Nel 2013 nella PA lavoravano 3.354.000 persone che costavano 164 miliardi e 700 milioni. Dopo i 1000 giorni di governo Renzi i lavoratori sono rimasti sostanzialmente invariati ed il costo è sceso di oltre 700 milioni per anno, ed abbiamo anche riaperto la contrattazione.
Penso che la PA sia un pezzo determinante della piattaforma produttiva del nostro Paese e penso che essa possa essere una grande occasione di lavoro per i giovani. Ci riempiamo la bocca nel dire che bisogna evitare la fuga di cervelli poi invece quando si manifesta una occasione la sciupiamo. Assumere ricercatori, ingegneri informatici, responsabili degli uffici di progettazione, personale dei corpi di polizia e di soccorso, bravi manager non è uno spreco di denaro ma un investimento. Farlo con scrupolo e dedizione è il nostro obiettivo.

Angelo Rughetti

In sintesi le mie dichiarazioni degli ultimi giorni:

SABATO 16 SETTEMBRE 2017

++ Pa: verso 500mila travet in pensione, ora i giovani ++
Rughetti, uscite in prossimi 4 anni. Risposte in manovra
(ANSA) – ROMA, 16 SET – “Nei prossimi 4 anni abbiamo quasi
500 mila persone che nel sistema pubblico andranno in pensione.
Questa e’ un’occasione straordinaria” per far entrare i
“giovani”. Cosi’ il sottosegretario P.A, Angelo Rughetti, nel suo
intervento alla festa dell’Unita’. “Una grande scommessa – spiega
– che va fatta in questo momento” e “la legge di stabilita’
prossima puo’ essere” uno strumento, “non solo dal punto di vista
delle risorse, ma da quello metodologico”. Per Rughetti occorre
fare “un’analisi dei fabbisogni”, “vedere quali sono i profili
professionali che servono”.
Pa: verso 500mila travet in pensione, ora i giovani (2)

(ANSA) – ROMA, 16 SET – “Se siamo bravi a programmare”, il
varco che si apre con le uscite per pensionamento consente “di
portare nel sistema pubblico nuova linfa, abbassare l’eta’ media,
aprendo ai giovani e ai talenti”. Ma avverte: “sostituire il
budget di uscita con una percentuale di entrata potrebbe
significare buttare soldi”. Insomma, ribadisce Rughetti,
“bisogna che l’insieme dei datori di lavoro pubblici realizzino
una grande analisi dei fabbisogni. Noi ci dobbiamo chiedere cosa
serve a questo Paese, se servono medici, ingegneri informatici,
progettisti”.
Nel Testo Unico sul pubblico impiego, il decreto Madia,
“abbiamo gia’ individuato una traccia, ora bisogna dargli corpo”,
dando “cosi’ vita a un nuovo sistema dei fabbisogni, dei concorsi
e di rimunerazione”. E non a caso, aggiunge, “i contratti
arrivano in questo momento”. A proposito, stima tra i “2,5
miliardi e i 3 miliardi” le risorse necessarie per i rinnovi,
calcolando che gia’ sono state stanziati, con le precedenti
manovre, 1,2 miliardi, sempre per quanto riguarda il settore
statale.
Tornando alle assunzioni, per il sottosegretario il percorso
e’ quindi stato gia’ delineato, visto che nella riforma del
pubblico impiego “c’e’ gia’ una novita’ importante: abbandoniamo il
criterio del turnover, che e’ a mio avviso sbagliato, perche’
privilegia chi ha tanto personale e mortifica chi ne ha poco”.
Nel nuovo Testo Unico, infatti, “andiamo verso il criterio della
sostenibilita’ finanziaria di lungo periodo, che riguarda quindi
il tema delle entrate”, evidenzia. Tanto che e’ gia’ “prevista una
fase di sperimentazione sul territorio, per Regioni e citta’
metropolitane, per due anni, e poi si andra’ a regime su tutta la
P.a”.(ANSA).
DOMENICA 17 SETTEMBRE 2017

Link ad Intervista rilasciata al Gr1: http://telp.ri.telpress.it/…/…/09/17/2017091701643404717.MP3
PA: RUGHETTI, NESSUNA ANTICIPAZIONE USCITA STATALI =

Roma, 17 set. (AdnKronos) – “Non è prevista alcuna anticipazione per
l’uscita degli Statali”. Così il sottosegretario alla Pubblica
amministrazione, Angelo Rughetti, in un’intervista al Gr1 Rai, spiega
che l’ipotesi non è allo studio perché vorrebbe dire caricare un costo
ulteriore sul bilancio pubblico.

“Noi abbiamo davanti una grande occasione”, dice Rughetti riferendosi
ai 500mila dipendenti pubblici prossimi alla pensione e “questo budget
può trasformarsi in nuovi posti di lavoro anche in maniera superiore a
quelli che lasciano”, sostiene. “Tante persone che lasceranno il posto
di lavoro, e che possono essere rimpiazzate attraverso un grande
progetto Paese – ribadisce – che metta al centro i bisogni delle
persone e faccia in modo che questi posti che si liberano diventino
tante occasioni e opportunità per i tanti giovani”.

Secondo Rughetti, “la Pubblica Amministrazione deve imparare ad
assumere non per quello che serve a se stessa ma per quello che serve
ai cittadini italiani”.
P.a: Rughetti, non e’ previsto anticipo pensione per statali
Ma nuovi posti anche superiori a quelli che lasciano
(ANSA) – ROMA, 17 SET – “Non e’ prevista alcuna anticipazione
per l’uscita degli Statali”. Il sottosegretario Angelo Rughetti,
in una intervista al Gr1 Rai trasmessa questa mattina, spiega
che non e’ allo studio perche’ vorrebbe dire caricare un costo
ulteriore sul bilancio pubblico.
“Noi abbiamo davanti una grande occasione. – ha detto
Rughetti riferendosi ai 500 mila dipendenti pubblici prossimi
alla pensione – Tante persone che lasceranno il posto di lavoro,
e queste persone possono essere rimpiazzate attraverso un grande
progetto Paese che metta al centro i bisogni delle persone e
faccia in modo che questi posti che si liberano diventino tante
occasioni e tante opportunita’ per i tanti giovani”.
Secondo Rughetti “La Pubblica Amministrazione deve imparare
ad assumere non per quello che serve a se stessa ma per quello
che serve ai cittadini italiani” E poi: “Noi abbiamo 500 mila
persone che escono e questo budget puo’ trasformarsi in nuovi
posti di lavoro anche in maniera superiore a quelli che
lasciano”.(ANSA).

LUNEDI 18 SETTEMBRE

Link all’intervista a Radio24: http://www.radio24.ilsole24ore.com/…/mega-concorso-163835-g…
P.A:Rughetti, concorso unico antidoto contro prove su misura
Servono profili professionali nuovi per amministrazione 4.0
(ANSA) – ROMA, 18 SET – “Fare un concorso unico per lo Stato,
non piu’ quindi a livello di singolo ente o ministero” permette
di “elevare la qualita’ delle prove, spendere meno” e, “grazie a
prove basate su regole omogenee” e’ “anche un modo per evitare
concorsi su misura, di cui si sente tanto parlare”. Cosi’ il
sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti,
ai microfoni di Radio24, nel corso della trasmissione condotta
da Oscar Giannino.
Rughetti ha ribadito come a breve usciranno dalla P.A per
raggiunti limiti d’eta’ circa “500-400mila persone”: un numero
elevato, per cui “non c’e’ bisogno di nessun prepensionamento”.
Per non perdere quella che Rughetti definisce “una grade
occasione di ricambio, occorre un’analisi dei fabbisogni, per
cui si impegneranno alcuni mesi”. La P.A, spiega, e’ a caccia
delle professionalita’ che “possano rispondere alle esigenze dei
cittadini” e di certo servono “ingegneri, per una Pubblica
Amministrazione 4.0”.(ANSA).

ECCO IL QUESTION TIME SVOLTO OGGI IN AULA A PROPOSITO DELL’IMPEGNO PER I GIOVANI IN AGRICOLTURA

QUESITO (…) è necessario continuare a mantenere alta l’attenzione sul ricambio generazionale, con politiche a servizio dei giovani che facilitino non solo l’ingresso di quest’ultimi nel settore agricolo, ma anche attività di formazione e consulenza che li accompagnino nello sviluppo continuo della propria azienda e nel mantenimento della stessa una volta avviata
è necessario, inoltre, semplificare l’accesso alla terra e al credito per i giovani al fine di favorire il loro stabile inserimento nel settore:-
quali interventi sono stati messi in campo dal Governo, con quali risultati e quali strumenti si intende attivare nei prossimi mesi.

RISPOSTA DEL MINISTRO
Signor Presidente, onorevoli Deputati,
ringrazio l’onorevole interrogante perché ci dà la possibilità di trattare un argomento decisivo come il ricambio generazionale in agricoltura. In questi anni di governo è stato l’obiettivo prioritario di tutte le scelte di politica agricola e credo che i risultati ottenuti diano conto di quanto sia importante il settore primario anche nella più ampia strategia di crescita dell’occupazione in Italia. C’è un dato che evidenzia un impatto positivo delle scelte fatte: oggi le aziende agricole condotte da giovani nel nostro Paese superano le 70mila unità, rappresentando il 6,6% del totale. Due anni fa eravamo al 5%. È in atto un processo che va certamente seguito e irrobustito ancora.
Rivendico con orgoglio alcune scelte fatte fin dal 2014. Penso all’aumento del 25% dei contributi europei per gli agricoltori under 40, lo sgravio al 19% per l’affitto dei terreni, le agevolazioni per le assunzioni stabili dei giovani che nel 2015 hanno reso l’agricoltura un laboratorio sperimentale di politiche poi estese ad altri settori. Per favorire l’accesso al credito già dal 2015 abbiamo messo in campo mutui a tasso zero per i giovani che vogliono investire in agricoltura e con Inail sono stati stanziati 5 milioni di euro per l’acquisto di macchine agricole più sicure ed efficienti.
Penso alla scelta che abbiamo fatto nella scorsa legge di bilancio di azzerare i contributi previdenziali per 3 anni per le nuove imprese di giovani e che ha avuto un risultato del 50% più alto rispetto alle aspettative. Hanno beneficiato della misura novemila under 40 contro i seimila inizialmente stimati.
Abbiamo potenziato ulteriormente la misura di primo insediamento, che costituisce uno degli strumenti più importanti nell’ambito delle politiche destinate al ricambio generale in agricoltura. Nel periodo 2007 – 2015 sono stati erogati contributi pari a circa 700 milioni di euro, di cui hanno beneficiato circa 22.000 nuove aziende agricole condotte da giovani.
Altrettante risorse sono state stanziate attraverso i Programmi di sviluppo rurale per il periodo 2015-2020. Tutte le Regioni nell’attuale fase di programmazione dei fondi strutturali risultano già aver attivato la misura, con almeno un primo bando emanato.
Nelle prossime settimane prenderà il via la procedura competitiva della Banca della Terra con la quale saranno messi a disposizione oltre 8.000 ettari e concessa la possibilità di acquisto attraverso un mutuo erogato dall’ISMEA.
Inoltre, al fine di sviluppare e consolidare l’imprenditoria giovanile in agricoltura, il Governo, con l’approvazione del decreto mezzogiorno, ha potenziato lo strumento dell’autoimprenditorialità e del subentro in agricoltura con ulteriori 50 milioni di euro.
La partita del ricambio generazionale rimane sicuramente aperta, ma credo vadano riconosciuti gli sforzi e il salto di qualità compiuto in questi mesi per dare ai giovani più possibilità di crescita in un settore che dal loro contributo potrà avere una spinta ancora più forte, soprattutto nell’apertura di nuovi spazi all’estero.

REPLICA
Grazie Ministro. Sono particolarmente soddisfatto della risposta, che attesta quanto il Governo sia consapevole dell’importanza di politiche che assicurino il necessario ricambio generazionale, rendendo, così, protagoniste le giovani generazioni di una nuova fase dell’agricoltura italiana.
A dimostrazione che sussiste un largo interesse da parte dei giovani a intraprendere un’attività nel campo agricolo, i dati confermano un trend crescente di iscrizioni sia negli istituti tecnici, i cui studenti in generale per constatazione diretta chiedono un aumento della pratica nell’attività didattica, sia nelle Università di scienze agrarie, le cui aziende sperimentali svolgono spesso ruoli cruciali.
Per condurre un’azienda agricola in maniera efficiente, occorre, oggi, avere un grado elevato di conoscenza specialistica. Più giovani in agricoltura significa tra l’altro maggiore innovazione, cioè attenzione alla multifunzionalità e consapevolezza dell’impronta ecologica, del ruolo sociale dell’impresa agricola; più giovani in agricoltura significa maggiore capacità di cogliere le necessità e le opportunità poste dalle colture e dai metodi imposti dalla transizione climatica e dagli stimoli proposti dalla tecnologia, a partire anche dagli incentivi di Industria 4.0.
Mai quanto adesso, la terra può sposare il progresso tecnologico per investire in qualità e innovazione, non disperdendo, al tempo stesso, il patrimonio acquisito negli anni passati, offrendo opportunità inedite anche alle aree interne del Paese e alla loro capacità di diventare nuova patria per i giovani.
Tutto ciò richiede l’immissione di forze giovani e preparate nel settore e sostegno alla ricerca in campo agricolo. La politica deve fornire supporto a questo processo perché gli investimenti richiesti, legati all’acquisto o all’affitto della terra e all’avvio dell’attività di impresa, sono ingenti. Lo Stato deve, quindi, farsi carico di supportare, almeno in parte, il particolare rischio al quale i giovani sono chiamati ad esporsi.

A PROPOSITO DI MIGRAZIONI E IUS CULTURAE

“Sulle migrazioni, il cardinale rivendica un interesse della Chiesa che viene da lontano, articola una linea saggia al di là del dibattito di questi mesi: denunciare la tratta di esseri umani, salvare le persone dal mare e dal deserto, deplorare i luoghi dove i migranti sono ammassati, lavorare per corridoi umanitari e vie legali, aiutare l’Africa perché sia futuro ai giovani, integrare quanti accolti in Italia. È una sintesi articolata che rappresenta una piattaforma importante non solo per il mondo cattolico. L’integrazione – per Bassetti – ha un passaggio decisivo nel “riconoscimento di una nuova cittadinanza” ai nati in Italia, figli di migranti che condividono lingua e cultura. Un invito che farà pensare i parlamentari cattolici”

Questo un pezzo dell’articolo di Andrea Riccardi, già ministro della cooperazione internazionale, oggi sul Corriere della Sera, a proposito della prolusione all’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana del cardinale Bassetti.
Tutto giusto, con l’aggiunta di una precisazione: la nuova legge per la cittadinanza attraverso lo Ius culturae è già stata votata alla Camera dall’attuale maggioranza. Il passaggio al Senato, necessario per l’approvazione definitiva, si scontra con i calcoli, i giochi e le composizioni di maggioranze risicate in quel ramo del Parlamento, che mettono a rischio il governo. In sostanza i principi e il buon senso sono alla mercé del potere determinato dalla possibilità di veto.

 

IL GOVERNO APPROVA IL MIO ODG SU RIPRISTINO SOSTENIBILE ED ECOLOGICO DELLA PRODUTTIVITÀ MARINA

La scorsa settimana, in sede di votazione della proposta di legge sul settore ittico alla Camera, il Governo ha accolto l’ODG a mia prima firma in cui si richiede di sviluppare, intensificare e sostenere progetti legati all’incremento e ripristino sostenibile ed ecologico della produttività marina stante il continuo impoverimento degli habitat e delle popolazioni ittiche dei nostri mari.

Link al testo completo: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/00338-A/009&ramo=CAMERA&leg=17

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11 maggio
PER LO SVILUPPO DELLA PESCA SOSTENIBILE NEI NOSTRI MARI
Mattinata aperta con nuove votazioni in Commissione Agricoltura, per la legge delega sul settore ittico. Una questione delicata per più aspetti. Da un lato la crisi del settore della pesca professionale, con misure che tutelano il lavoro. Con i miei emendamenti sostengo anche la necessità di promuovere un serio piano per la tutela, lo sviluppo e l’incremento sostenibile delle risorse ittiche dei nostri mari. Dall’altro prendendo atto che anche la pesca sportiva, con oltre un milione di utenti, costituisce un aspetto da non trascurare.
   

Il dibattito sull’ambientalismo conferma che ormai si pensa più all’immediato che al domani

Una delle sfide della modernità è l’eccesso del presente Ma la cultura ambientalista richiede conoscenza delle relazioni lunghe di causa-effetto

Il dibattito sull’ambientalismo conferma che ormai si pensa più all’immediato che al domani

La discussione sull’ambientalismo in politica ha ripreso vigore a rimorchio di qualche tragedia collegata al cambiamento climatico. Come d’abitudine, si potrebbe dire, anche perché la miopia cronica non è questione che riguarda solo il ceto politico. Tanto meno è una questione solo della sinistra, anche se l’autocritica aperta da Walter Veltroni è stragiustificata. La verità è che i richiami del futuro sul nostro presente, invece che della linearità del raziocinio e delle evidenze dei dati scientifici, paiono aver bisogno delle tinte pulp per fare breccia e stimolare la nostra attenzione momentanea. Questo è il vero problema. Questo è il segno dei tempi che dobbiamo comprendere in profondità per poterlo affrontare.

 

Le tragedie del passato obbligavano a surplus di attenzione, imponevano scelte concepite per orizzonti lunghi. Ho un esempio in mente, quello del sisma friulano del 1976, di cui abbiamo ricordato pochi mesi fa il quarantennale. Quello rimane come esempio emblematico non soltanto di un popolo coriaceo e concreto, ma anche di una classe dirigente capace di alzare lo sguardo lontano, proprio mentre le circostanze la piegavano a terra. Prepararsi al futuro in verità faceva parte costante delle attenzioni delle famiglie. Era per costruire il futuro che si doveva andare a scuola. Era per il futuro che bisognava mettere da parte le risorse, risparmiare. Persino la cura dei rapporti sociali e familiari erano segnati dal rispetto e dall’osservanza di codici etici figli dalla volontà di non “rompere” e perciò di non mettere a repentaglio l’avvenire. L’ethos popolare e familiare ispirato dalla volontà e dall’ottimismo verso il futuro, finiva per ispirare anche l’ethos pubblico. Saper attendere, preparare le cose, progettare gli interventi, mirare a creare le condizioni utili a realizzare cose giuste e utili alla collettività, guardare avanti e fare un passo dietro l’altro, questo era lo stile e la strategia di chi aveva responsabilità fino a non troppi anni fa. Persino il lessico dei ministeri era diverso: a prescindere da un giudizio sulla qualità buona o scarsa, parlavano in termini di “piani” e non di decreti.

 

E ora invece? Siamo in un’altra epoca e non è una colpa. Una delle sfide della modernità è l’eccesso del presente, è la mole continua di input che si abbattono nel nostro campo vitale e che attendono una risposta “qui e ora”. Il rapporto tra causa ed effetto pare non reggere un’attesa superiore a qualche giorno. L’eclissi del futuro è dunque l’altra faccia di questo eccesso. Le agende politiche scariche di prospettiva sono figlie di questo cambio d’epoca. Un’epoca in cui le rendite non derivano dall’arte metodica e spirituale del contadino, ma dalla compulsività dell’azzardo generata dalle quotazioni di borsa. In questo contesto culturale è un vero esercizio acrobatico immaginare dunque una classe politica con lo sguardo fisso sul futuro. Troppi riflessi immediati, troppe convenienze prossime condizionano la visione e limitano l’azione. Non solo le scadenze elettorali.

 

Il caso del rinvio della legge sul cosiddetto ius culturae pare in questi giorni l’esatta conferma di questo processo di frantumazione, di questo eccesso di presente. Dopo il tramonto delle ideologie, l’eclissi del futuro segna in modo indelebile la traiettoria delle democrazie, al punto da rendere tollerabile qualsiasi sperimentazione: anche la Brexit, anche Trump può andare bene per vedere l’effetto che fa, nella convinzione che i danni eventualmente provocati da una scelta riguardino solo l’immediato. Insomma, la cittadinanza dell’iper-presente genera la politica della reversibilità più che dell’alternanza. Anche i leader si possono far emergere e sostituire in poco tempo. Un gattopardismo populista del terzo millennio si direbbe, in cui va bene tutto perché finirà presto per non andare bene niente, in una deriva del tutto inadeguata alle necessità. La cultura ambientalista viceversa richiede conoscenza delle relazioni lunghe di causa-effetto. Mentre la generazione che a detta dei sondaggi ha i temi ambientali in testa alla lista delle sue sensibilità, pare immersa in un cortocircuito culturale: vorrei ma non non mi interessa, verrebbe da dire. L’offerta politica deve dunque saper intercettare questa contraddizione. E le persone già attrezzate per questa battaglia di lungo corso, indispensabile per riportare il futuro al centro delle scelte, devono spiegarla ai cittadini senza nascondere la sua componente impopolare, per chiedergli il consenso alle ormai prossime elezioni politiche. Questa è la prima vera sfida con cui fare i conti, si spera prima del prossimo allagamento.

 

*deputato Pd

LAVORO, GIOVANI, EUROPA AL CENTRO DELLA PROSSIMA SETTIMANA SOCIALE DIOCESANA. IL CONTRIBUTO DI ROMANO PRODI

Anteprima molto stimolante alla settimana sociale diocesana di Concordia Pordenone, con l’intervista a Romano Prodi del direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier. Una occasione per inquadrare le questioni del lavoro e dei giovani in una cornice europea.
Se fossi nei panni dell’intervistatore, non perderei l’occasione di fare qualche domanda anche in materia di difesa europea, di aumento della sicurezza e magari anche di contestuale riduzione della spesa militare; e poi anche magari di CETA e in genere di accordi economici e commerciali che interessano l’intera Unione Europea, “un’unione di minoranze in cui tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri”, direbbe proprio Romano Prodi.