IL CANONE DIVISIVO INVECE DEL DIVISIONISMO. CHE PECCATO!

Il divisionismo è una corrente artistica Italiana. Nei quadri divisionisti, la separazione dei colori in singoli punti o linee non impedisce di percepire un’immagine coerente, creando un effetto visivo particolare, molto stimolante.

Ho pensato al divisionismo mentre ascoltavo ieri in diretta alla radio l’intervento di Pietro Grasso alla conferenza programmatica di Liberi e Uguali. Ascoltando l’elenco dei valori e dei desideri programmatici, ho ritrovato molti dei “colori” con cui abbiamo agito in questa legislatura e ho pensato all’occasione mancata di riuscire a rappresentare insieme alle prossime elezioni un progetto politico coerente per il centrosinistra italiano. Come si fa a non ammettere che sono gli stessi valori che ci muovono e che su quella base i buoni risultati raggiunti in questi cinque anni sono nettamente superiori ai punti di distanza che inevitabilmente si manifestano nella proposta politica, sul “come fare” le cose ancor più che sul “cosa fare”. Me lo chiedono in tantissimi cittadini: anche separati, si poteva almeno stare nello stesso quadro… Invece no, bisogna colpire e affondare il capo! Come altro interpretare se non per una virulenta polemica elettorale quando Grasso ha preso le distanze da Renzi – come se le distanze fossero le stesse che separano Liberi e Uguali da Berlusconi, Salvini e Di Maio… – per la proposta di abolire il canone per il servizio pubblico RAI dopo averlo messo in bolletta… Una distanza politica incolmabile insomma, a proposito di una misura che ha fatto pagare meno e a tutti il servizio e che ora ci si propone di togliere del tutto… Ecco, aldilà del merito il quattro marzo il “canone divisivo” lo faremo certamente pagare a tutti gli italiani e avremo in ogni caso perso una buona occasione.