Dibattito al liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento

In questa campagna politica sono intervenuto a molti incontri pubblici.

Oggi al Liceo Le Filandiere sono intervenuto ad un dibattito con i candidati alle elezioni politiche del collegio uninominale della Camera di Pordenone e ho preparato per i ragazzi questo contributo scritto.

INCONTRO PRE-ELETTORALE PRESSO IL LICEO LE FILANDIERE

Contributo dell’onorevole Giorgio Zanin, candidato alla Camera dei deputati al collegio uninominale 05 Pordenone

 

Unione europea: sfide e opportunità.

L’Europa è un ring di sfide: tra remare contro gli effetti negativi della crisi finanziaria, a coinvolgere i nuovi Paesi UE (come i Paesi dell’est) nel processo di integrazione senza travolgerli con i propri ritmi come un treno in corsa, alla costruzione di un sistema di difesa comune… un’altra sfida è sicuramente quella di unire le proprie esigenze e risorse per rispondere al grande flussi di migranti provenienti da Paesi fragili dal punto di vista della tutela dei diritti umani, in crisi o in guerra. Non è facile ma nessun grande progetto lo è mai. E l’Europa rimane il più grande progetto politico del tempo presente: centinaia di milioni di cittadini formano una comunità di pace, diritti, sviluppo e conoscenza dei popoli, con la cura di tutti e il rispetto di ciascuno nelle diversità. Per i giovani sicuramente grandi opportunità sono i progetti Comenius, che ci offre l’opportunità di scambi di confronto e coesione con i nostri coetanei; poi c’è l’Erasmus, quello che ti permette di studiare e vivere in un Paese dell’UE e che non è mai stato così facile ed economico. Per non parlare degli altri progetti a short, medium e long therm: Servizio di volontariato europeo, Servizio Civile europeo. Insomma ce n’è per tutti e sempre con un occhio di riguardo al portafoglio perché la Commissione europea fornisce il 95% del finanziamento. Basta mettersi in gioco, rivolgendosi alle case della gioventù o agli uffici Europe Direct dove si trova personale che fornisce consulenze gratuite.

 

Il Friuli terra di opportunità.

I segnali di inversione del verso della crisi economica da negativo a positivo hanno in Friuli Venezia Giulia uno dei vettori nazionali. Le cose qui vanno decisamente meglio anche grazie alla laboriosità e alla intraprendenza. Rispetto al passato anche recente, nel mondo globale e interconnesso dalla rete il concetto di centro-periferie è totalmente a vantaggio di queste ultime. Qui ci sono alcuni asset strategici che possono essere convertiti in nuovo sviluppo ecologico: (1) il campo della formazione, della ricerca e dell’innovazione continua a dimostrarsi uno dei più stimolanti e il successo degli incentivi di industria 4.0 anche in Zona Industriale Ponterosso o ad aziende leader come Maschio-Gaspardo di Morsano, sono lì a dimostrare che nel nostro territorio ci sono ottime potenzialità; (2) il compendio del mondo che si trova in Friuli, come evocava già Ippolito Nievo nel XIX secolo, sottolinea il tema vincente del mix tra turismo e sviluppo del comparto agroalimentare come una porta aperta per iniziative potenti e multiformi nel contesto culturale e ricreativo oltre che comunicativo (non solo prosecco dunque); (3) il comparto dell’abitare ha nella destra Tagliamento un mix convergente di tradizionali competenze produttive: elettrodomestici/mobili/edlizia; penso che da questo contesto possa e debba provenire uno slancio molto significativo del comparto manifatturiero, legato ai nuovi parametri dell’abitare, centrati sul consumo zero di suolo e quindi sulla riqualificazione tecnologica con la domotica e l’efficientamento energetico. Senza dimenticare lo sviluppo nell’impiego dei nuovi materiali, in primis il bambù e la canapa industriale, per i quali c’è spazio per costruire intere nuove filiere accanto a quelle del legno. Il decreto forestale di cui sono stato proponente apre tra l’altro anche per le nostre valli una prospettiva davvero incoraggiante, data la presenza significativa di boschi da gestire.

 

Economia: equilibrio tra entrate e investimenti.

L’Italia sta uscendo in questi anni da una lunga crisi che ha messo in difficoltà imprese, famiglie e individui. Per dare maggiore slancio alla ancora fragile economia del nostro Paese saranno necessari investimenti nei settori chiave della nostra economia, al fine di rendere più agevoli gli investimenti infrastrutturali e il rilancio del sistema produttivo. Le modalità di tali investimenti potranno essere le più varie, da finanziamenti a fondo perduto per l’innovazione tecnologica a decontribuzioni di varia natura. Tuttavia affinché tali investimenti siano veramente sostenibili nel tempo è necessario rispettare il principio di equilibrio tra entrate e investimenti pubblici, in quanto investire oggi significa fare debito pubblico, e un debito pubblico eccessivo è un macigno sulle spalle delle generazioni future. Anche per questo motivo nel 2012 sono stati modificati alcuni articoli della nostra Costituzione per sancire “l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico” (art. 97 Cost.). In questo modo si vuole sostenere il rilancio del Paese attraverso interventi mirati e limitati ai settori chiave dell’economia, senza aumentare in maniera smisurata il debito e senza lasciare che a pagare il debito pubblico siano solo le generazioni future, tra cui voi.

 

Disoccupazione: come combattere una piaga sociale?

La disoccupazione è, senza dubbio, il principale problema dei nostri tempi e colpisce, in particolare, le giovani generazioni. Le soluzioni messe in campo in questi anni (flessibilità in entrata e uscita, decontribuzione periodica per chi assume in maniera stabile) hanno certamente migliorato il quadro ma non bastano ancora a dire che siamo “fuori pericolo”. È necessario quindi che ciascuno faccia la propria parte, le imprese, lo Stato e ogni cittadino. Il principale indirizzo utile a voi, quindi, è la formazione e lo studio: scegliere il percorso scolastico e post scolastico è fondamentale. Da questo punto di vista il nostro territorio presenta delle eccellenze (ITST Kennedy) che forniscono agli  studenti immediate competenze da sfruttare nel mercato del lavoro. Quanto al nostro ruolo di politici, un provvedimento che la prossima legislatura dovrebbe impegnarsi ad approvare è uno strutturale e permanente taglio del cuneo fiscale: nel nostro paese il lavoro costa troppo, e gli imprenditori pagano troppe tasse per ogni lavoratore assunto, rendendo poco competitivo il costo finale del prodotto. Uno sgravio che fosse permanente renderebbe conveniente assumere a tempo indeterminato proprio perché il datore di lavoro pagherebbe per sempre minori contributi, incentivando, di conseguenza, anche il ricambio generazionale all’interno delle aziende.

 

Immigrazione: le ricette sul tavolo.

Stiamo assistendo in questi anni a un fenomeno migratorio mai visto prima, che però spesso viene strumentalizzato a fini politici. Per comprendere le sfaccettature di tale problematica partiamo dai dati: nel 2016 il numero di stranieri regolarmente residente il Italia era di 5,026 milioni di presone, pari al 8,3% della popolazione. Nel 2017 il numero di stranieri regolarmente residente il Italia era di 5,047 milioni di persone (+0,42%). Tra coloro che emigrano troviamo storie diverse e motivazioni diverse. C’è chi scappa dalla guerra, chi fugge dalle persecuzioni e chi cerca un futuro migliore. Insieme alla certezza del diritto e all’osservanza dei valori costituzionali dei diritti umani e alla tradizione italiana del valore della solidarietà, quello che ci si propone di fare è gestire il fenomeno migratorio con umanità, facendoci coadiuvare dalle istituzioni europee (l’immigrazione non è solo un problema dell’Italia ma è un problema dell’Europa), senza abdicare ai nostri valori e al rispetto dello Stato di diritto (le leggi valgono per tutti). Allo stesso tempo è opportuno capire perché queste persone scappano, e pianificare un sistema di investimenti nei Paesi di origine, al fine di creare i requisiti  affinché un domani non siano più costrette a scappare. In tutto questo l’Italia dovrà essere affiancata e aiutata dagli altri Paesi dell’Unione europea, perché insieme possiamo fare molto meglio, come già dimostrato dalla missione europea Sophia nel Mediterraneo per il contrasto agli scafisti e come dimostrato dalle positive iniziative del ministro Minniti per fare accordi con i paesi di partenza.

 

Diritto alla salute e vaccinazioni.

Occorre preliminarmente metterci d’accordo sulle priorità: il diritto alla salute di tutti prevale sul diritto all’autodeterminazione della cura. Solo quando non si mette a rischio la salute degli altri, le scelte individuali devono prevalere, come abbiamo dimostrato concretamente approvando la legge sul biotestamento. Come molti di voi sapranno, il dibattito pubblico si è molto diviso sulla questione dell’introduzione di un obbligo vaccinale che a portato a 10 il numero di vaccini obbligatori. Sul tema molto si è scritto e sentito, ma occorre una precisazione. Tale riforma è intervenuta per evitare che la copertura vaccinale scendesse troppo sotto la “soglia di immunità di gregge” (l’Organizzazione n della sanità stabilisce che si abbia tale soglia quando più del 95% della popolazione è vaccinata). Quello che preoccupa maggiormente è il fatto che si sia messa in discussione la sicurezza e efficacia dello strumento vaccinale, comprovata da ampi studi scientifici. Questa tematica è prima di tutto medica, e solo conseguentemente politica. In futuro c’è da augurarsi che si ascolterà di più la comunità scientifica.

 

La scuola, dove nasce il futuro.

Oltre all’assestamento del corpo docente con una nuova stagione di concorsi pubblici, a partire dai dirigenti scolastici che in questo momento sono decisamente sotto organico e al rinnovo del contratto degli insegnanti, diventa centrale investire seriamente sui temi dell’alternanza scuola-lavoro, per assicurare esperienze davvero efficaci agli studenti. Gli interventi poderosi avviati nel campo della sicurezza e nel rinnovo dell’edilizia scolastica devono proseguire per garantire scuole belle, scuole efficienti, scuole nuove. Una proposta concreta per il nostro territorio è certamente anche quella di assicurare alle famiglie e agli studenti che intraprendono il percorso dell’indirizzo musicale alle scuole medie, la realizzazione nel territorio pordenonese di un liceo ad indirizzo musicale.

 

Ricerca, innovazione e crescita urbana.

Di ricerca e innovazione ho già parlato nel contesto della domanda sul Friuli Venezia Giulia. Aggiungo solo che le sfide che ci attendono sono imponenti, a partire da genomica e robotica. Il rapporto con l’intelligenza artificiale non è più un tema di fantascienza e presto dovremmo fare leggi importanti non solo per gestire il commercio elettronico. Sarà utile in questo senso pensare anche ad uno specifico contributo di visione a partire dai giovani e quindi vi invito sin d’ora ad immaginare, perché no, di realizzare come istituto – so che avete insegnanti molto preparati – uno specifico convegno su questi temi, che vedono al centro proprio l’incrocio tipico del liceo scientifico tra umanesimo e scienza.

Più che crescita, parlerei di rigenerazione urbana. I nostri centri storici possono e debbono ridiventare luoghi delle comunità locali. Dopo gli incentivi in edilizia per il rinnovo delle facciate, il percorso per rendere i centri urbani dei luoghi attrattivi anche per i turisti deve partire dalla possibilità di insediare iniziative commerciali, ad esempio con iniziative di favore fiscale negli affitti e con agevolazioni nella semplificazione burocratica. Un altro tema rilevante deve diventare quello della mobilità, con la continuazione delle iniziative legate al rinnovo dei mezzi pubblici e all’incentivazione della mobilità elettrica. Oltre allo sviluppo della rete di distribuzione delle colonnine avviata dal ministro Del Rio, con cui ho personalmente collaborato, una iniziativa transitoria per cui mi sono attivato è stata anche quella dell’approvazione di norme utili a favorire la sostituzione dei motori termici con i motori elettrici. Una soluzione che permette di allungare la vita a molti mezzi pubblici.

 

Trasparenza e fiducia nella politica.

Ne parlo diffusamente nel mio libro Servizio in Camera. Cosa e come lavora un parlamentare (Sonzogno ed. 2017). La politica è e rimane una necessità fondamentale. Nell’epoca globale investita dalle forze dei flussi economici e finanziari, la gestione del bene comune ha bisogno di forza politica che assicuri equità. Una forza capace di interagire a livello internazionale, perché i problemi non hanno più i confini del ‘900. Una forza che abbia forme democratiche di partecipazione con le persone al centro e che non sia guidata da algoritmi o da leader mediatici. Dunque un partito, con anche sedi locali che affrontino i problemi, che insegnino l’arte del dialogo e la necessità della sintesi concreta frutto della mediazione necessaria al bene comune, con strumenti di partecipazione e consultazione più frequente. Una bella politica insomma, quella che già esiste – quello uscente è stato il Parlamento più giovane e femminile della Repubblica – ma che purtroppo la tendenza dei media, compresi i social, ad evidenziare i conflitti e le polemiche rischia di non far vedere. Il mio incoraggiamento è a grattare via i pregiudizi, a scendere in profondità. Fa purtroppo più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, si direbbe. Gli strumenti per la trasparenza nell’era di internet sono a disposizione di tutti e non ci sono scuse per la generazione attuale: potete sapere chi è e cosa ha fatto chi vi sta parlando, così da poter giudicare e votare le persone a partire dai fatti e non a partire dalle promesse mirabolanti o per simpatia. La nuova legge elettorale nella quota uninominale è una potere dato a voi, ai cittadini, per selezionare chi dovrà rappresentare il territorio pordenonese, a partire dai fatti e non dalle ciacole.

 

Preservare l’ambiente come regola di vita.

Il lavoro fatto nella passata legislatura in campo ambientale è imponente. Dalle leggi sulla tutela come la legge sugli ecoreati agli sgravi per l’efficientamento energetico, dallo sviluppo della green economy alla promozione degli acquisti “verdi” per la pubblica amministrazione, dalla legge contro lo spreco di cibo allo sviluppo della mobilità ciclistica… La prospettiva di un equilibrio tra uomo e ambiente ha un nome preciso: ECONOMIA CIRCOLARE! Una economia che non dissipa le risorse, che progetta sin dall’inizio il ciclo e il riciclo produttivo, superando la cultura lineare dello sfruttamento delle risorse che termina con l’usa e getta. Le mie iniziative in campo agricolo sono già storia: dal tema del contrasto all’inquinamento delle falde con la direttiva nitrati per lo spargimento dei liquami zootecnici, alla prospettiva da incoraggiare di una agricoltura per contenere e adattare le produzioni al cambiamento climatico. Insomma, siamo già in campo. Una proposta importante sarà infine anche quella di valorizzare la straordinaria risorsa naturale del principale fiume alpino ancora naturale: il Tagliamento.