CIRIANI-GRIZZO: LA COPPIA SCOPPIA?

Et voilà! A proposito della robusta condanna del vicepresidente della provincia Eligio Grizzo da parte della Corte dei Conti, nei giorni scorsi, ascoltato da Messaggero Veneto come parte informata all’origine della vicenda, ho dichiarato che l’allora Presidente della Provincia Alessandro Ciriani è corresponsabile politico dell’assunzione del dirigente Grandin. Un‘accusa precisa a cui, contrariamente alle abitudini, non è seguita alcuna reazione. Sulle prime, avendo esperienza diretta, sono rimasto stupito. Poi è maturato il sospetto che l’attuale sindaco non voglia in alcun modo inserirsi nella questione e che in pratica stia scaricando il suo vicensindaco per evitare gli schizzi di fango che questa grave vicenda porta con sè. Un sintomo forse di rapporti tra i due meno felici di un tempo? Altrimenti come si spiegherebbe il silenzio di Ciriani che lascia al suo collaboratore di sempre la totale responsabilità di quanto accaduto, pur essendone in realtà corresponsabile?
Ecco la prova. GUARDATE l’immagine e LEGGETE. Mi pareva di ricordare e così sono andato a fare una ricerca a proposito di quanto ha affermato proprio lui, Alessandro Ciriani – dichiarazioni pubblicate da Messaggero Veneto il 16 gennaio 2010 – da presidente della Provincia, proprio a proposito dell’assunzione di Samuele Grandin come dirigente a capo della polizia provinciale. Si tratta di un vero certificato di corresponsabilità di quella assunzione che ha portato ora alla condanna di Eligio Grizzo da parte della Corte dei Conti. Una assunzione che, a leggere le dichiarazioni di allora dell’attuale sindaco di Pordenone, confermano esattamente la tesi: Eligio Grizzo è colpevole per la Corte dei Conti e Alessandro Ciriani è suo esplicito complice politico, in barba alle segnalazioni di irregolarità fatte allora ripetutamente dall’opposizione. Un metodo di lavoro che era probabilmente inossidabile: ognuno si occupi delle cose sue, ma stiamo tutti insieme quando c’è da coprirsi. Magari anche nelle irregolarità, come dimostrerebbe nuovamente l’impertinenza dell’opposizione che già allora rilevò come misteriosamente il Presidente Ciriani non si fosse mai assentato da alcuna riunione di giunta prima e dopo l’assunzione di Grandin. Come mai proprio in quella? Una vera fatalità, si direbbe, che ora da quella assenza sia sortita una condanna che lo trova all’asciutto, mentre il vicepresidente Grizzo, attuale vicesindaco, affonda sotto i colpi della Corte dei Conti con un risarcimento dovuto di oltre 62.000 euro.
E ora invece? La coppia al comando del municipio di Pordenone è ancora affiatata e corresponsabile? E i pordenonesi si augurano una coppia affiatata o una coppia che scoppia? Domande non banali, visti alcuni esiti della loro passata collaborazione.

VAJONT: RICORDARE E RICORDARE BENE. NON FU INCURIA!

Ieri sera, tredicesimo presidio dei Cittadini per la memoria alla diga del Vajont per ricordare un disastro e per far fermentare la storia.
Ancora una volta il proposito rimane quello di adoperarsi per togliere la parola “incuria” dalla legge 101 del 2011 che promuove il nove ottobre a Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo. Per costruire una memoria condivisa e sicura nello spirito di verità occorre di solito un percorso lungo. Il traguardo dei 54 anni che verrà raggiunto domani impone dei passi in avanti. Prima della fine della legislatura cercherò in ogni modo di riproporre l’emendamento di modifica del titolo della legge che avevo già presentato nel 2014.

 

LAVORO, GIOVANI, EUROPA AL CENTRO DELLA PROSSIMA SETTIMANA SOCIALE DIOCESANA. IL CONTRIBUTO DI ROMANO PRODI

Anteprima molto stimolante alla settimana sociale diocesana di Concordia Pordenone, con l’intervista a Romano Prodi del direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier. Una occasione per inquadrare le questioni del lavoro e dei giovani in una cornice europea.
Se fossi nei panni dell’intervistatore, non perderei l’occasione di fare qualche domanda anche in materia di difesa europea, di aumento della sicurezza e magari anche di contestuale riduzione della spesa militare; e poi anche magari di CETA e in genere di accordi economici e commerciali che interessano l’intera Unione Europea, “un’unione di minoranze in cui tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri”, direbbe proprio Romano Prodi.

PEZZATA ROSSA, SIMBOLO DI QUALITÀ ITALIANA E FRIULANA

Mattinata ancora incrociata con l’assessore Cristiano Shaurli con la bella iniziativa “Azienda Aperta” promossa da Anapri presso l’azienda sperimentale di selezione genetica Ricchieri a Fiume Veneto. Un appuntamento che si ripete e che conferma l’indirizzo di qualità espresso dall’azienda e dall’associazione guidata da Franco Moras e con la direzione di Daniele Vicario. Tutto in un contesto dove le informazioni tecniche, raccolte tra gli altri da Ersa FVG, si mescolano sapientemente con gli indirizzi generali della ricerca di qualità espressa dal comparto agroalimentare italiano e friulano. In piena sintonia con gli obiettivi posti da Regione, Ministero e Parlamento. La pezzata rossa, celebre per la duplice attitudine alla produzione di latte e carne, si conferma un testimonial della qualità nazionale.

ECCO IL MESSAGGIO CHE HO PREPARATO OGGI PER GLI STATI GENERALI DELL’EDUCAZIONE, IN CORSO ORA A PORDENONE

Gentili organizzatori,
vi ringrazio molto per l’invito e mi spiace non poter partecipare ai lavori, avendo già preso impegni precedenti in altra iniziativa legata al settore agricolo.

Desidero raggiungervi in ogni caso con un esplicito plauso per l’iniziativa, che trovo assolutamente azzeccata. Nelle stagioni di cambiamento, la riflessione e la cura educativa sono centrali per coltivare il futuro di una comunità.
Per fortuna ne siamo consapevoli anche a livello parlamentare e con il lavoro svolto in Bicamerale Infanzia e Adolescenza continuiamo ad accompagnare il percorso delle politiche attive rivolte ai minori.

Per la verità, desidero ricordarlo, è stato l’intero tessuto pordenonese ad offrire un contributo di riflessione e di raccordo con le buone pratiche per l’infanzia. Per la mia esperienza è infatti stato fondamentale in questi anni svolgere un’azione a doppia mandata – da Pordenone a Roma e viceversa – per assicurare la circolarità delle informazioni e la messa a punto delle strategie in cui centro e periferia si mescolano e positivamente si contaminano.

E’ giusto ricordare in questo senso l’impegno realizzato con le audizioni istituzionali e gli incontri pubblici su diversi temi educativi e di qualità della vita dei minori con cui alcune eccellenze del nostro territorio hanno portato all’attenzione parlamentare e ministeriale in questi anni. Penso in primis, nel delicato campo della salute dei minori, a:
1. l’esperienza super-qualificata dell’Area Giovani del CRO di Aviano, da assumere come standard nazionale per le cure oncologiche
2. l’esperienza pilota sulle cure palliative a domicilio praticate dalla pediatria dell’ospedale di Pordenone
3. la proposta al ministero della salute di divulgare in tutte le famiglie la pubblicazione Niente Panico realizzata dal sistema pediatrico pordenonese in collaborazione con AVIS, per sostenere i genitori nella gestione della salute dei propri figli e per prevenire incidenti domestici

Penso allo stimolo e agli incontri svolti nel territorio per l’indagine conoscitiva realizzata in Bicamerale sulla povertà e specificamente sulla povertà educativa in collaborazione tra gli altri con Save the Children.
Penso agli stimoli ricorrenti e ai convegni realizzati in materia di adozione internazionale, con l’accompagnamento delle numerose realtà associative di famiglie e degli enti nel corso di una stagione particolarmente difficile per questo settore e per la CAI

Penso sia giusto ricordare anche l’ampiezza dello spettro legislativo di questi anni, con le numerose le leggi che toccano in maniera seria l’attività educativa, le famiglie e l’infanzia, su cui abbiamo realizzato anche nel territorio pordenonese delle iniziative qualificate di ascolto e di confronto per stimolare il Parlamento:
1. la legge quadro sull’autismo e la legge sul dopo di noi, che sostengono concretamente le prospettive delicate di numerose famiglie
2. la legge sui minori non accompagnati, che affronta un tassello delicato della vicenda migratoria e che ha bisogno di monitoraggio e di esperienze di qualità come quelle in corso anche presso il nostro territorio (penso all’Opera Sacra Famiglia)
3. la legge sull’agricoltura sociale, che apre esplicitamente il campo agricolo ai servizi educativi
4. l’accompagnamento, anche in sede regionale oltre che nazionale, delle proposte di legge per regolamentare le figure degli educatori sprovvisti di titolo, che nei fatti da molti anni si trovano a gestire tanta parte dei nostri servizi rivolti ai minori

Non ho volutamente toccato il tema della scuola, investita dalla legge 107, perché il tema è già da tempo sotto i riflettori. Per altro in questi anni ho ascoltato con molto interesse le esperienze di altri territori, facendone tesoro e portandole ad esempio nei tanti incontri con realtà associative, fondazioni e professionisti che operano nel settore dell’educazione e dell’infanzia. In questo confronto, è emersa una qualità del nostro territorio regionale che spicca sul piano nazionale, con servizi d’eccellenza dal nido all’università.

Per offrire un contributo alla discussione, desidero porre l’accento sull’esperienza educativa specifica che ho maturato nello svolgimento dell’incarico istituzionale.
L’incontro con centinaia di giovani delle scuole secondarie accompagnati in visita alla Camera, il dialogo attivo con loro a cui ho dedicato anche il volume “Servizio in Camera” (ed. Sonzogno), mi ha offerto un riscontro assoluto sulla necessità che i temi incrociati dell’educazione alla cittadinanza diventino centrali per l’azione non solo della scuola, ma anche delle comunità. L’ethos pubblico nazionale può e deve fare molta strada se vogliamo prevenire i comportamenti scorretti che danneggiano la convivenza civile. Le istituzioni, le aggregazioni, le famiglie… devono darsi dei compiti condivisi per orientare questo sforzo in modo vincente.

Infine, quasi dei piccoli segna pista, un allarme duplice.
Da una parte la necessità di prendere consapevolezza e monitorare il profilo della imminente “bomba demografica al contrario”, che rischia di costringerci presto a ripensare seriamente i modelli organizzativi dei servizi e a segnare profondamente la vitalità dei nostri paesi.
Dall’altro un tema delicato, che in parte dal mio osservatorio assume anche dei contorni di genere: la sensazione dello smarrimento del filo rosso della nostra terra, cresciuta con la disponibilità sovrabbondante del valore della generosità e che ora si misura con una certa refrattarietà, soprattutto dei giovani maschi, ad assumere iniziative e ad offrire disponibilità per generare esperienze di servizio e di socialità.

Vi auguro davvero un buon lavoro e vi chiedo cortesemente di aggiornarmi su quanto emergerà dal lavoro di gruppo.

Rimango a disposizione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

On.Giorgio Zanin

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ALDO MORO. UNA VERITA’ LUNGA E SCOMODA

Mattinata dedicata al futuro, al Liceo Puiatti di Sacile, per parlare del Caso Moro insieme a Gero Grassi, giunto al suo 444 appuntamento pubblico di presentazione di alcuni dati dell’indagine della Commissione Parlamentare d’inchiesta dedicata al Caso Moro.
Ottimo inizio dell’anno scolastico per le classi quinte. Complimenti dunque agli insegnanti e al preside Mattera. Stasera poi si replica, sempre a Sacile, alle 20.30 presso l’ex chiesa San Gregorio.

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: UN SUCCESSO COLLETTIVO DI UNA COMUNITÀ CHE LAVORA PER LA GIUSTIZIA A FAVORE DEI DEBOLI

Ora in sala consiliare a San Vito per la commemorazione dei dieci anni della firma del protocollo per l’istituzione dello sportello per gli amministratori di sostegno presso la sede distaccata del tribunale a San Vito. Un successo collettivo di sostegno alle persone fragili, in cui una legge ha trovato attuazione concreta manifestando in solido il valore della giustizia. Un successo coordinato in modo esemplare dal Giudice Enrico Manzon, e accompagnato instancabilmente da tanti, a partire dai sindaci di San Vito, prima Gino Gregoris e poi Antonio Di Bisceglie, e poi soprattutto dal consigliere Tita Scodeller e dal coordinatore dello sportello Egidio Bortolus, con il sostegno di moltissimi volontari – il vero cuore di questa iniziativa – costituiti poi in associazione “Insieme per la solidarietà” presieduta da Luisa Nocent.
Un risultato operativo che è diventato stimolo e modello, con l’attivazione del coordinamento provinciale in capo a Lorenzo Cella e soprattutto con il sostegno di una specifica legge regionale che sostiene nei fatti l’applicazione della legge nazionale.

L’AGRICOLTURA DEL FUTURO È DEI GIOVANI E UNO DEI SUOI CUORI BATTE A SPILIMBERGO!

Per il quarto anno consecutivo sono venuto all’Isis Tagliamento a Spilimbergo, in regione Friuli Venezia Giulia, per incontrare i maturandi e confrontarmi con loro sul futuro dell’agricoltura. Una situazione splendida di dialogo e di ascolto reciproco tra studenti che stanno completando il ciclo di studi e che dimostrano di avere le idee chiare sul futuro dell’agricoltura. Dalle semplificazioni alla redditività delle produzioni agricole, dalla scelta di produzione di qualità alla opportunità di differenziare le attività nelle imprese agricole, dalla consapevolezza di dover costruire mentalità nei consumatori alla richiesta di norme che assicurino tracciabilità… tutte consapevolezze che ho percepito dai ragazzi e che fanno cogliere come la scuola sia davvero in trazione con i problemi è aperta a coltivare le prospettive. Complimenti dunque a insegnanti e ragazzi, con un po’ di invidia per la magnifica tradizione della festa di saluto con i trattori e i mezzi agricoli.

 

CCIAA A PORDENONE LA CONFERENZA STAMPA PER LA SENSIBILIZZAZIONE SUL FONDO SERENELLA

Venerdì 5 maggio in Camera di Commercio a Pordenone si è svolta la conferenza stampa sul progetto di sensibilizzazione del Fondo Serenella, organizzato assieme al presidente della CCIAA Giovanni Pavan e al segretario provinciale della CISL PN Arturo Pellizzon.
Il fondo è uno uno strumento finanziario istituito nella Legge di Stabilità cui possono accedere le imprese vittime di mancati pagamenti da aziende debitrici,  parti offese in un procedimento penale alla data del primo gennaio 2016.
L’obiettivo della conferenza stampa è far conoscere questo strumento finanziario, nato dalla battaglia promossa con forza da Serenella Antoniazzi, atto ad aiutare le aziende del territorio pordenonese e non solo.

Qui potete scaricare la scheda informativache ho predisposto sul Fondo Serenella: https://goo.gl/KCR1tt

Qui la notizia ANSA

Ad Aviano una delle scuole più innovative d’Italia

Sarà costruita, come le altre 50, grazie a uno stanziamento di 350 milioni di euro (investimenti Inail), previsto dalla legge sulla Buona Scuola. Per scegliere i progetti migliori il Miur ha bandito il concorso internazionale d’idee #Scuoleinnovative: 1.238 le proposte raccolte (58 per il sito di Aviano)

Ad Aviano sorgerà una delle 51 scuole innovative italiane che saranno costruite grazie a uno stanziamento di 350 milioni di euro (investimenti Inail), previsto dalla legge sulla Buona Scuola. Gli altri due siti selezionati dalla Regione Friuli Venezia Giulia sono a Cervignano e a Savogna d’Isonzo.

“Per scegliere i progetti migliori – dichiara Sandrino Della Puppa – il Ministero dell’Istruzione ha bandito un grande concorso internazionale d’idee, che ha raccolto 1.238 progetti di altrettanti studi di architettura e ingegneria, italiani e non solo. Per la scuola primaria “Guglielmo Marconi” di Aviano la scelta sarà tra 58 proposte progettuali.

La commissione giudicatrice – aggiungo da persona che segue il percorso del progetto a Roma – è stata nominata a fine marzo dalla ministra Valeria Fedeli, ed è già all’opera sotto la presidenza dall’arch. Benedetta Tagliabue (milanese, cofondatrice dello studio Miralles-Tagliabue di Barcellona e docente presso l’Università politecnica della Catalogna). Il concorso ha l’obiettivo di individuare nuove soluzioni per gli ambienti scolastici: rapporto tra architettura e pedagogia, efficienza energetica degli impianti tecnologici, sostenibilità ambientale, sicurezza antisismica sono alcuni dei parametri per la valutazione del grado di innovazione dei progetti. E’ giusto ricordare che proprio queste sono le linee di lavoro per la qualità educativa perseguite dal Governo Renzi.

“Il Comune di Aviano – riprende Della Puppa – ha preparato con cura questo concorso e non si lascerà sfuggire l’opportunità di offrire una delle migliori scuole italiane del XXI secolo agli studenti e agli insegnanti del suo territorio. L’edificio avianese avrà una superficie di 1.500 metri quadri è potrà accogliere 200 studenti. Sono previsti ben sette laboratori, una mensa, la palestra e l’aula magna. Gli istituti innovativi saranno veri e propri civic center, aperti al territorio, con spazi rivolti anche alla cittadinanza, come auditorium, palestre, biblioteche”.

Il costo di costruzione, preventivato dal Comune, è di 2.475.000 euro. La cifra dà l’idea dell’importanza dell’opera: il punto di riferimento per determinare il costo è la Provincia di Bolzano, dove si stanno già costruendo le migliori architetture scolastiche italiane. In Alto Adige costruire una scuola costa 430 euro al metro cubo e ad Aviano i metri cubi saranno 5.000: il totale dovrebbe essere 2.150.000, ma per spingere ancor di più sull’innovazione si è aumentata la cifra del 15%. L’obiettivo è quello di realizzare modelli di edilizia scolastica innovativa che dovranno essere presi in considerazione nella stesura della nuova normativa tecnica per la costruzione delle scuole che, ad oggi, è ferma al 1975. “Il concorso #Scuoleinnovative – ha dichiarato Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione per l’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e uno dei membri della giuria – è un’iniziativa sposata da eccellenze dell’architettura italiana e che consentirà di impreziosire il territorio con veri e propri esempi di edilizia scolastica all’avanguardia”.

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