ECCO IL MESSAGGIO CHE HO PREPARATO OGGI PER GLI STATI GENERALI DELL’EDUCAZIONE, IN CORSO ORA A PORDENONE

Gentili organizzatori,
vi ringrazio molto per l’invito e mi spiace non poter partecipare ai lavori, avendo già preso impegni precedenti in altra iniziativa legata al settore agricolo.

Desidero raggiungervi in ogni caso con un esplicito plauso per l’iniziativa, che trovo assolutamente azzeccata. Nelle stagioni di cambiamento, la riflessione e la cura educativa sono centrali per coltivare il futuro di una comunità.
Per fortuna ne siamo consapevoli anche a livello parlamentare e con il lavoro svolto in Bicamerale Infanzia e Adolescenza continuiamo ad accompagnare il percorso delle politiche attive rivolte ai minori.

Per la verità, desidero ricordarlo, è stato l’intero tessuto pordenonese ad offrire un contributo di riflessione e di raccordo con le buone pratiche per l’infanzia. Per la mia esperienza è infatti stato fondamentale in questi anni svolgere un’azione a doppia mandata – da Pordenone a Roma e viceversa – per assicurare la circolarità delle informazioni e la messa a punto delle strategie in cui centro e periferia si mescolano e positivamente si contaminano.

E’ giusto ricordare in questo senso l’impegno realizzato con le audizioni istituzionali e gli incontri pubblici su diversi temi educativi e di qualità della vita dei minori con cui alcune eccellenze del nostro territorio hanno portato all’attenzione parlamentare e ministeriale in questi anni. Penso in primis, nel delicato campo della salute dei minori, a:
1. l’esperienza super-qualificata dell’Area Giovani del CRO di Aviano, da assumere come standard nazionale per le cure oncologiche
2. l’esperienza pilota sulle cure palliative a domicilio praticate dalla pediatria dell’ospedale di Pordenone
3. la proposta al ministero della salute di divulgare in tutte le famiglie la pubblicazione Niente Panico realizzata dal sistema pediatrico pordenonese in collaborazione con AVIS, per sostenere i genitori nella gestione della salute dei propri figli e per prevenire incidenti domestici

Penso allo stimolo e agli incontri svolti nel territorio per l’indagine conoscitiva realizzata in Bicamerale sulla povertà e specificamente sulla povertà educativa in collaborazione tra gli altri con Save the Children.
Penso agli stimoli ricorrenti e ai convegni realizzati in materia di adozione internazionale, con l’accompagnamento delle numerose realtà associative di famiglie e degli enti nel corso di una stagione particolarmente difficile per questo settore e per la CAI

Penso sia giusto ricordare anche l’ampiezza dello spettro legislativo di questi anni, con le numerose le leggi che toccano in maniera seria l’attività educativa, le famiglie e l’infanzia, su cui abbiamo realizzato anche nel territorio pordenonese delle iniziative qualificate di ascolto e di confronto per stimolare il Parlamento:
1. la legge quadro sull’autismo e la legge sul dopo di noi, che sostengono concretamente le prospettive delicate di numerose famiglie
2. la legge sui minori non accompagnati, che affronta un tassello delicato della vicenda migratoria e che ha bisogno di monitoraggio e di esperienze di qualità come quelle in corso anche presso il nostro territorio (penso all’Opera Sacra Famiglia)
3. la legge sull’agricoltura sociale, che apre esplicitamente il campo agricolo ai servizi educativi
4. l’accompagnamento, anche in sede regionale oltre che nazionale, delle proposte di legge per regolamentare le figure degli educatori sprovvisti di titolo, che nei fatti da molti anni si trovano a gestire tanta parte dei nostri servizi rivolti ai minori

Non ho volutamente toccato il tema della scuola, investita dalla legge 107, perché il tema è già da tempo sotto i riflettori. Per altro in questi anni ho ascoltato con molto interesse le esperienze di altri territori, facendone tesoro e portandole ad esempio nei tanti incontri con realtà associative, fondazioni e professionisti che operano nel settore dell’educazione e dell’infanzia. In questo confronto, è emersa una qualità del nostro territorio regionale che spicca sul piano nazionale, con servizi d’eccellenza dal nido all’università.

Per offrire un contributo alla discussione, desidero porre l’accento sull’esperienza educativa specifica che ho maturato nello svolgimento dell’incarico istituzionale.
L’incontro con centinaia di giovani delle scuole secondarie accompagnati in visita alla Camera, il dialogo attivo con loro a cui ho dedicato anche il volume “Servizio in Camera” (ed. Sonzogno), mi ha offerto un riscontro assoluto sulla necessità che i temi incrociati dell’educazione alla cittadinanza diventino centrali per l’azione non solo della scuola, ma anche delle comunità. L’ethos pubblico nazionale può e deve fare molta strada se vogliamo prevenire i comportamenti scorretti che danneggiano la convivenza civile. Le istituzioni, le aggregazioni, le famiglie… devono darsi dei compiti condivisi per orientare questo sforzo in modo vincente.

Infine, quasi dei piccoli segna pista, un allarme duplice.
Da una parte la necessità di prendere consapevolezza e monitorare il profilo della imminente “bomba demografica al contrario”, che rischia di costringerci presto a ripensare seriamente i modelli organizzativi dei servizi e a segnare profondamente la vitalità dei nostri paesi.
Dall’altro un tema delicato, che in parte dal mio osservatorio assume anche dei contorni di genere: la sensazione dello smarrimento del filo rosso della nostra terra, cresciuta con la disponibilità sovrabbondante del valore della generosità e che ora si misura con una certa refrattarietà, soprattutto dei giovani maschi, ad assumere iniziative e ad offrire disponibilità per generare esperienze di servizio e di socialità.

Vi auguro davvero un buon lavoro e vi chiedo cortesemente di aggiornarmi su quanto emergerà dal lavoro di gruppo.

Rimango a disposizione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

On.Giorgio Zanin

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