ECCO IL QUESTION TIME SVOLTO OGGI IN AULA A PROPOSITO DELL’IMPEGNO PER I GIOVANI IN AGRICOLTURA

QUESITO (…) è necessario continuare a mantenere alta l’attenzione sul ricambio generazionale, con politiche a servizio dei giovani che facilitino non solo l’ingresso di quest’ultimi nel settore agricolo, ma anche attività di formazione e consulenza che li accompagnino nello sviluppo continuo della propria azienda e nel mantenimento della stessa una volta avviata
è necessario, inoltre, semplificare l’accesso alla terra e al credito per i giovani al fine di favorire il loro stabile inserimento nel settore:-
quali interventi sono stati messi in campo dal Governo, con quali risultati e quali strumenti si intende attivare nei prossimi mesi.

RISPOSTA DEL MINISTRO
Signor Presidente, onorevoli Deputati,
ringrazio l’onorevole interrogante perché ci dà la possibilità di trattare un argomento decisivo come il ricambio generazionale in agricoltura. In questi anni di governo è stato l’obiettivo prioritario di tutte le scelte di politica agricola e credo che i risultati ottenuti diano conto di quanto sia importante il settore primario anche nella più ampia strategia di crescita dell’occupazione in Italia. C’è un dato che evidenzia un impatto positivo delle scelte fatte: oggi le aziende agricole condotte da giovani nel nostro Paese superano le 70mila unità, rappresentando il 6,6% del totale. Due anni fa eravamo al 5%. È in atto un processo che va certamente seguito e irrobustito ancora.
Rivendico con orgoglio alcune scelte fatte fin dal 2014. Penso all’aumento del 25% dei contributi europei per gli agricoltori under 40, lo sgravio al 19% per l’affitto dei terreni, le agevolazioni per le assunzioni stabili dei giovani che nel 2015 hanno reso l’agricoltura un laboratorio sperimentale di politiche poi estese ad altri settori. Per favorire l’accesso al credito già dal 2015 abbiamo messo in campo mutui a tasso zero per i giovani che vogliono investire in agricoltura e con Inail sono stati stanziati 5 milioni di euro per l’acquisto di macchine agricole più sicure ed efficienti.
Penso alla scelta che abbiamo fatto nella scorsa legge di bilancio di azzerare i contributi previdenziali per 3 anni per le nuove imprese di giovani e che ha avuto un risultato del 50% più alto rispetto alle aspettative. Hanno beneficiato della misura novemila under 40 contro i seimila inizialmente stimati.
Abbiamo potenziato ulteriormente la misura di primo insediamento, che costituisce uno degli strumenti più importanti nell’ambito delle politiche destinate al ricambio generale in agricoltura. Nel periodo 2007 – 2015 sono stati erogati contributi pari a circa 700 milioni di euro, di cui hanno beneficiato circa 22.000 nuove aziende agricole condotte da giovani.
Altrettante risorse sono state stanziate attraverso i Programmi di sviluppo rurale per il periodo 2015-2020. Tutte le Regioni nell’attuale fase di programmazione dei fondi strutturali risultano già aver attivato la misura, con almeno un primo bando emanato.
Nelle prossime settimane prenderà il via la procedura competitiva della Banca della Terra con la quale saranno messi a disposizione oltre 8.000 ettari e concessa la possibilità di acquisto attraverso un mutuo erogato dall’ISMEA.
Inoltre, al fine di sviluppare e consolidare l’imprenditoria giovanile in agricoltura, il Governo, con l’approvazione del decreto mezzogiorno, ha potenziato lo strumento dell’autoimprenditorialità e del subentro in agricoltura con ulteriori 50 milioni di euro.
La partita del ricambio generazionale rimane sicuramente aperta, ma credo vadano riconosciuti gli sforzi e il salto di qualità compiuto in questi mesi per dare ai giovani più possibilità di crescita in un settore che dal loro contributo potrà avere una spinta ancora più forte, soprattutto nell’apertura di nuovi spazi all’estero.

REPLICA
Grazie Ministro. Sono particolarmente soddisfatto della risposta, che attesta quanto il Governo sia consapevole dell’importanza di politiche che assicurino il necessario ricambio generazionale, rendendo, così, protagoniste le giovani generazioni di una nuova fase dell’agricoltura italiana.
A dimostrazione che sussiste un largo interesse da parte dei giovani a intraprendere un’attività nel campo agricolo, i dati confermano un trend crescente di iscrizioni sia negli istituti tecnici, i cui studenti in generale per constatazione diretta chiedono un aumento della pratica nell’attività didattica, sia nelle Università di scienze agrarie, le cui aziende sperimentali svolgono spesso ruoli cruciali.
Per condurre un’azienda agricola in maniera efficiente, occorre, oggi, avere un grado elevato di conoscenza specialistica. Più giovani in agricoltura significa tra l’altro maggiore innovazione, cioè attenzione alla multifunzionalità e consapevolezza dell’impronta ecologica, del ruolo sociale dell’impresa agricola; più giovani in agricoltura significa maggiore capacità di cogliere le necessità e le opportunità poste dalle colture e dai metodi imposti dalla transizione climatica e dagli stimoli proposti dalla tecnologia, a partire anche dagli incentivi di Industria 4.0.
Mai quanto adesso, la terra può sposare il progresso tecnologico per investire in qualità e innovazione, non disperdendo, al tempo stesso, il patrimonio acquisito negli anni passati, offrendo opportunità inedite anche alle aree interne del Paese e alla loro capacità di diventare nuova patria per i giovani.
Tutto ciò richiede l’immissione di forze giovani e preparate nel settore e sostegno alla ricerca in campo agricolo. La politica deve fornire supporto a questo processo perché gli investimenti richiesti, legati all’acquisto o all’affitto della terra e all’avvio dell’attività di impresa, sono ingenti. Lo Stato deve, quindi, farsi carico di supportare, almeno in parte, il particolare rischio al quale i giovani sono chiamati ad esporsi.