MISSIONE IN LIBANO

In Libano, assieme ad Operazione Colomba della APG23, ho incontrato i profughi siriani promotori della Proposta di Pace per la Siria.
#PropostaDiPaceDeiProfughiSiriani
#OperazioneColomba
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Intervista ad Alberto Capannini di Operazione Colomba in Libano

Intervista ad Alberto Capannini, incontrato assieme ad alcuni profughi siriani durante la missione in Libano della commissione difesa, che ci racconta l'attività di Operazione Colomba ed in particolare della Proposta di Pace per la Siria.#PropostaDiPaceDeiProfughiSiriani#OperazioneColomba

Pubblicato da Giorgio Zanin su Mercoledì 8 novembre 2017

Intervista ad Alberto Capannini, incontrato assieme ad alcuni profughi siriani durante la missione in Libano della commissione difesa, che ci racconta l’attività di Operazione Colomba ed in particolare della Proposta di Pace per la Siria.

 

4 novembre

LIBANO: VALENZA DELLA MISSIONE UNIFIL E PROFILI ITALIANI NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI – Ottimo l’impatto della missione UNIFIL, compreso l’auspicio di una ripresa del comando generale a guida italiana. Sono rimasto colpito positivamente dalla sensazione di armonia respirata nel contesto generale della missione, a partire dai piccoli segni di un elicottero a guida russa e di una vettura a guida austriaca che ci aiutano a non dimenticare la storia virtuosa di superamento dei conflitti da cui veniamo. Un fattore questo non scontato, data anche la crisi di credibilità che attraversa l’ONU a livello globale, è che può suonare certamente come un incentivo a percorrere in modo sempre più coraggioso la strada avviata per la costituzione di un vero sistema di difesa europea. In particolare ho poi apprezzato l’elevata professionalità delle truppe italiane, che oltre a conseguire un risultato di stabilizzazione nel quadrante sud del Paese, coerentemente ai compiti assegnati dalla risoluzione ONU, confermano la linea di accreditamento della professionalità italiana sul piano anzitutto della capacità di interazione con il territorio e la popolazione locale. Senza dimenticare il valore fondamentale espresso dal punto di vista formativo a beneficio della crescente autonomia delle forze armate nazionali libanesi. Sono queste “skills” a costituire a mio parere le linee guida per adeguati investimenti per le nostre forze armate, anche nei campi della cooperazione civile-militare – un campo di lavoro già tracciato dalle forze CIMIC – e nel campo sanitario. Un campo quest’ultimo dove l’ottima tradizione nazionale potrebbe far registrare una competenza e autorevolezza crescente nel contesto della partecipazione italiana agli interventi ONU e in generale ai nostri interventi in operazioni internazionali.

3 novembre 2017

LIBANO: NUBI ALL’ORIZZONTE CON IL RISCHIO DI CRISI CAUSATO DALLA PRESENZA ALTISSIMA DI PROFUGHI SIRIANI – Gli incontri istituzionali hanno ripetutamente sottoposto alla nostra attenzione due dati: da un lato l’apprezzamento per il ruolo e la collaborazione dell’Italia con il Libano – e come si poteva non dirlo? – dall’altro il fattore di maggiore preoccupazione attuale per la stabilità del Paese, costituito dalla questione dei profughi siriani. Aldilà delle numerose cifre ascoltate, tutte superiori alla stima ufficiale di 1,2 milioni – su quattro milioni di libanesi – il dato che più mi ha colpito è l’affermazione per cui, in un Paese segnato già da evidenti disuguaglianze, è motivo di grande preoccupazione l’insofferenza del popolo libanese a seguito di possibili situazioni di vantaggio usufruite dai profughi – anche solo per la scolarità dei minori, che costituisce certamente il miglior antidoto al terrorismo – rispetto a cittadini libanesi. Una situazione evidentemente paradossale, data la tragedia sofferta dalla categoria dei profughi, originata per altro da un conflitto tanto violento e prolungato quale quello siriano. Ci troviamo insomma di fronte ad una vera pentola a pressione, incubatrice ideale per nuove crisi di carattere sia violento (con la strada aperta del terrorismo a fare da sfogo), sia umanitario. A mio parere questo secondo dato, ripetuto ed esplicitamente segnalato, dovrebbe dunque costituire il punto di massima attivazione da parte internazionale, a partire anche dalla consapevolezza degli effetti di instabilità politica che questo elemento può apportare in un quadro geopolitico e politico già di per sé precario, a cui in varie maniere l’Italia ha già dedicato copiose risorse a partire da quelle impegnate con le missioni militari. E’ urgente a mio parere sviluppare una sensibilizzazione esplicita anche in vista dei prossimi appuntamenti dedicati alla revisione degli obiettivi della missione UNIFIL. Una buona idea potrebbe essere anche l’invio di specifici osservatori, per promuovere la formulazione di un piano politico in chiave internazionale che porti ad una soluzione, possibilmente creando le condizioni per un rientro in patria dei siriani.

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LIBANO: SVILUPPO E INTERAZIONI ECONOMICHE CON L’ITALIA – La visita, ancorché limitata, ha permesso di valutare in modo sommario – oltre le bellezze del paesaggio e aldilà del “caos” di Beirut con il suo elevatissimo grado di provvisorietà urbanistica – alcuni margini di potenzialità nello sviluppo delle relazioni economiche, in particolare a beneficio degli scambi commerciali per i prodotti del settore agroalimentare. Un settore quest’ultimo che ha bisogno di registrare un progresso nell’intero paese, a sostegno anche della sua maggiore autonomia economica. L’evidenza del sorvolo sulla blu-line che separa il Libano da Israele ha tra l’altro mostrato in modo inequivocabile le differenze che nel medesimo territorio possono sortire: da una parte il verde delle coltivazioni israeliane, dall’altro la dominanza gialla del terreno brullo in area libanese! Possono dunque divenire strategiche le azioni volte a stimolare le iniziative per la valorizzazione anche oltre confine dei prodotti libanesi, che potrebbero portare con sé le ormai conosciute ricadute di carattere turistico, data anche la bellezza del paesaggio e la presenza del mare. Il tutto a beneficio della pacificazione e del benessere generale. Un’osservazione non marginale può essere anche quella relativa alla quasi completa assenza di veicoli a due e quattro ruote di provenienza italiana. Un’assenza quantomeno strana, dato il prestigio del prodotto italiano in generale.

 

2 novembre 2017

COOPERAZIONE ITALIANA IN LIBANO: UNA STORIA DI SUCCESSO

Giornate molto intense in Libano, per la missione della Commissione Difesa. Un primo passaggio fondamentale è stato quello con le autorità civili e militari del Paese, da sempre organizzate sulla base di equilibri molto larghi e complicati da comporre tra le numerose comunità etnico religiose (diciotto, praticamente tutte con rappresentanza parlamentare). Da tutte abbiamo registrato il fondamentale apprezzamento per la cooperazione italiana e per la sintonia con il popolo italiano, molto apprezzato sia nel campo degli scambi commerciali, sia per il ruolo decisivo svolto nell’ambito della missione UNIFIL che ha portato ad una lunga fase di pacificazione nell’area sud del Paese, a confine con Israele. Il dato più allarmante da registrare allo stato attuale è diventato la presenza massiccia dei profughi siriani in territorio libanese: un milione e duecentomila su quattro milioni di libanesi, in un territorio grande più o meno quanto l’Abruzzo.

31 ottobre 2017

LIBANO, CASA DELLA CULTURA E DEL DIALOGO
Da ieri mi trovo in missione in Libano con la commissione difesa. Una opportunità per conoscere una realtà complessa, che soffre da molti anni una crisi militare e politica legata all’area mediorientale.
Il primo assaggio del paese, che conosco da tempo in via indiretta per l’amicizia con qualche libanese che risiede nella destra Tagliamento, è stata ieri la visita al magnifico Museo Nazionale, con il padiglione restaurato dalla Cooperazione italiana, inaugurato nel 2016. Una collezione magnifica di antichità libanesi che conferma in pieno la cultura di un popolo che ha il dialogo e l’accoglienza nel suo patrimonio culturale. Un padiglione che dimostra tutta intera la cura italiana e insieme le potenzialità della cultura per lo sviluppo dei popoli. Per me voto 10!