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LEGGE DI BILANCIO: BUONE NUOVE PER VERDE E AGRICOLTURA

Nella legge di bilancio approvata ieri dal Consiglio dei Ministri sono diverse le misure che riguardano l’agricoltura, a partire dalle novità del “bonus verde” per la cura del verde privato e dalla nascita dei “distretti del cibo”.
Il “bonus verde” prevede una detrazione per la “sistemazione a verde” di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini, anche condominiali) anche mediante impianti di irrigazione nonché a lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.
Viene prevista poi la nascita dei “distretti del cibo”: attraverso la promozione delle filiere anche con le attività commerciali di prossimità, unendo imprese agricole, agroalimentari e sociali, si mira a fare rete sociale nei territori e a far crescere la sostenibilità. Viene inoltre finanziato il fondo di solidarietà nazionale per le assicurazioni sulla volatilità dei prezzi e la mutualità in agricoltura, con lo scopo di difendere meglio i redditi degli agricoltori. Sono confermate infine l’eliminazione delle tasse agricole degli ultimi anni, con la cancellazione di Imu, Irap e Irpef per chi vive di agricoltura e anche l’agevolazione IVA per le carni.

PESCA SPORTIVA: PRESTO IL DECRETO MINISTERIALE PER L’IMMISSIONE DELLA TROTA IRIDEA

Continua la stretta collaborazione CON l’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia.
Nel Question Time in Commissione Ambiente alla Camera è arrivata la conferma che è in corso di approvazione la modifica dell’articolo 12 del DPR n. 357 del 1997 che, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 22 della Direttiva Habitat, consentirebbe l’immissione in natura di specie alloctone.
Dal 2015 ad oggi assieme al presidente dell’ETP, Flaviano Fantin, abbiamo lavorato assiduamente per giungere a una soluzione. Un percorso molto complicato a causa anche dei doverosi rimpalli di competenze e responsabilità tra ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e Dipartimento per le politiche Europee presso la presidenza del Consiglio, che hanno prolungato i tempi.
Nel question time in commissione Ambiente ho chiesto al Ministero quali siano le ragioni per le quali non sia stato ancora concluso l’iter di approvazione dello schema di DPR che prevede l’immissione della trota iridea nelle acque interne che attualmente comporta un consistente danno economico e sociale in particolare al settore della pesca sportiva. La sottosegretaria Silvia Velo ha assicurato che il Ministero dell’ambiente sta svolgendo le proprie attività con il massimo livello di attenzione, al fine di accelerare la procedura di approvazione dello schema di decreto in questione.

IMMISSIONE SPECIE ALLOCTONE: QUESTION TIME IN COMMISSIONE AMBI…

PESCA SPORTIVA: PRESTO IL DECRETO MINISTERIALE PER L’IMMISSIONE DELLA TROTA IRIDEAContinua la stretta collaborazione CON l’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia. Nel Question Time in Commissione Ambiente alla Camera è arrivata la conferma che è in corso di approvazione la modifica dell’articolo 12 del DPR n. 357 del 1997 che, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 22 della Direttiva Habitat, consentirebbe l’immissione in natura di specie alloctone.Dal 2015 ad oggi assieme al presidente dell’ETP, Flaviano Fantin, abbiamo lavorato assiduamente per giungere a una soluzione. Un percorso molto complicato a causa anche dei doverosi rimpalli di competenze e responsabilità tra ministeri dell'Agricoltura, dell'Ambiente e Dipartimento per le politiche Europee presso la presidenza del Consiglio, che hanno prolungato i tempi.Nel question time in commissione Ambiente ho chiesto al Ministero quali siano le ragioni per le quali non sia stato ancora concluso l’iter di approvazione dello schema di DPR che prevede l'immissione della trota iridea nelle acque interne che attualmente comporta un consistente danno economico e sociale in particolare al settore della pesca sportiva. La sottosegretaria Silvia Velo ha assicurato che il Ministero dell’ambiente sta svolgendo le proprie attività con il massimo livello di attenzione, al fine di accelerare la procedura di approvazione dello schema di decreto in questione.

Pubblicato da Giorgio Zanin su Sabato 30 settembre 2017

ECOBONUS DEL RIO: VERSO UNA STABILIZZAZIONE DEGLI INCENTIVI

Ambiente per l’audizione con il Ministro Graziano Del Rio a proposito degli incentivi al recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio. Un segnale molto buono anzitutto nel metodo: il Ministro viene a confrontarsi con il Parlamento in vista della messa a punto delle misure della legge di bilancio! Poi per la sostanza, con l’annuncio dell’impegno a dare stabilità alle misure, cercando la loro commisurazione con l’efficacia delle opere e con l’attenzione sociale, in particolare per gli incapienti.
Nel mio intervento ho sottolineato tra l’altro la necessità di inquadrare gli effetti sociali delle misure anche in termini intergenerazionali e di salubrità degli immobili, dando attenzione a proteggere anche coloro che, in caso di sopravvenuta incapienza contributiva ad esempio per la perdita del lavoro, non si ritrovino anche con la beffa della perdita del beneficio maturato attraverso i lavori edili.

 

Ora in commissione

IL GOVERNO APPROVA IL MIO ODG SU RIPRISTINO SOSTENIBILE ED ECOLOGICO DELLA PRODUTTIVITÀ MARINA

La scorsa settimana, in sede di votazione della proposta di legge sul settore ittico alla Camera, il Governo ha accolto l’ODG a mia prima firma in cui si richiede di sviluppare, intensificare e sostenere progetti legati all’incremento e ripristino sostenibile ed ecologico della produttività marina stante il continuo impoverimento degli habitat e delle popolazioni ittiche dei nostri mari.

Link al testo completo: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/00338-A/009&ramo=CAMERA&leg=17

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11 maggio
PER LO SVILUPPO DELLA PESCA SOSTENIBILE NEI NOSTRI MARI
Mattinata aperta con nuove votazioni in Commissione Agricoltura, per la legge delega sul settore ittico. Una questione delicata per più aspetti. Da un lato la crisi del settore della pesca professionale, con misure che tutelano il lavoro. Con i miei emendamenti sostengo anche la necessità di promuovere un serio piano per la tutela, lo sviluppo e l’incremento sostenibile delle risorse ittiche dei nostri mari. Dall’altro prendendo atto che anche la pesca sportiva, con oltre un milione di utenti, costituisce un aspetto da non trascurare.
   

Il dibattito sull’ambientalismo conferma che ormai si pensa più all’immediato che al domani

Una delle sfide della modernità è l’eccesso del presente Ma la cultura ambientalista richiede conoscenza delle relazioni lunghe di causa-effetto

Il dibattito sull’ambientalismo conferma che ormai si pensa più all’immediato che al domani

La discussione sull’ambientalismo in politica ha ripreso vigore a rimorchio di qualche tragedia collegata al cambiamento climatico. Come d’abitudine, si potrebbe dire, anche perché la miopia cronica non è questione che riguarda solo il ceto politico. Tanto meno è una questione solo della sinistra, anche se l’autocritica aperta da Walter Veltroni è stragiustificata. La verità è che i richiami del futuro sul nostro presente, invece che della linearità del raziocinio e delle evidenze dei dati scientifici, paiono aver bisogno delle tinte pulp per fare breccia e stimolare la nostra attenzione momentanea. Questo è il vero problema. Questo è il segno dei tempi che dobbiamo comprendere in profondità per poterlo affrontare.

 

Le tragedie del passato obbligavano a surplus di attenzione, imponevano scelte concepite per orizzonti lunghi. Ho un esempio in mente, quello del sisma friulano del 1976, di cui abbiamo ricordato pochi mesi fa il quarantennale. Quello rimane come esempio emblematico non soltanto di un popolo coriaceo e concreto, ma anche di una classe dirigente capace di alzare lo sguardo lontano, proprio mentre le circostanze la piegavano a terra. Prepararsi al futuro in verità faceva parte costante delle attenzioni delle famiglie. Era per costruire il futuro che si doveva andare a scuola. Era per il futuro che bisognava mettere da parte le risorse, risparmiare. Persino la cura dei rapporti sociali e familiari erano segnati dal rispetto e dall’osservanza di codici etici figli dalla volontà di non “rompere” e perciò di non mettere a repentaglio l’avvenire. L’ethos popolare e familiare ispirato dalla volontà e dall’ottimismo verso il futuro, finiva per ispirare anche l’ethos pubblico. Saper attendere, preparare le cose, progettare gli interventi, mirare a creare le condizioni utili a realizzare cose giuste e utili alla collettività, guardare avanti e fare un passo dietro l’altro, questo era lo stile e la strategia di chi aveva responsabilità fino a non troppi anni fa. Persino il lessico dei ministeri era diverso: a prescindere da un giudizio sulla qualità buona o scarsa, parlavano in termini di “piani” e non di decreti.

 

E ora invece? Siamo in un’altra epoca e non è una colpa. Una delle sfide della modernità è l’eccesso del presente, è la mole continua di input che si abbattono nel nostro campo vitale e che attendono una risposta “qui e ora”. Il rapporto tra causa ed effetto pare non reggere un’attesa superiore a qualche giorno. L’eclissi del futuro è dunque l’altra faccia di questo eccesso. Le agende politiche scariche di prospettiva sono figlie di questo cambio d’epoca. Un’epoca in cui le rendite non derivano dall’arte metodica e spirituale del contadino, ma dalla compulsività dell’azzardo generata dalle quotazioni di borsa. In questo contesto culturale è un vero esercizio acrobatico immaginare dunque una classe politica con lo sguardo fisso sul futuro. Troppi riflessi immediati, troppe convenienze prossime condizionano la visione e limitano l’azione. Non solo le scadenze elettorali.

 

Il caso del rinvio della legge sul cosiddetto ius culturae pare in questi giorni l’esatta conferma di questo processo di frantumazione, di questo eccesso di presente. Dopo il tramonto delle ideologie, l’eclissi del futuro segna in modo indelebile la traiettoria delle democrazie, al punto da rendere tollerabile qualsiasi sperimentazione: anche la Brexit, anche Trump può andare bene per vedere l’effetto che fa, nella convinzione che i danni eventualmente provocati da una scelta riguardino solo l’immediato. Insomma, la cittadinanza dell’iper-presente genera la politica della reversibilità più che dell’alternanza. Anche i leader si possono far emergere e sostituire in poco tempo. Un gattopardismo populista del terzo millennio si direbbe, in cui va bene tutto perché finirà presto per non andare bene niente, in una deriva del tutto inadeguata alle necessità. La cultura ambientalista viceversa richiede conoscenza delle relazioni lunghe di causa-effetto. Mentre la generazione che a detta dei sondaggi ha i temi ambientali in testa alla lista delle sue sensibilità, pare immersa in un cortocircuito culturale: vorrei ma non non mi interessa, verrebbe da dire. L’offerta politica deve dunque saper intercettare questa contraddizione. E le persone già attrezzate per questa battaglia di lungo corso, indispensabile per riportare il futuro al centro delle scelte, devono spiegarla ai cittadini senza nascondere la sua componente impopolare, per chiedergli il consenso alle ormai prossime elezioni politiche. Questa è la prima vera sfida con cui fare i conti, si spera prima del prossimo allagamento.

 

*deputato Pd

CUSTODIRE L’AMBIENTE, SVILUPPARE I TERRITORI: LA NUOVA LEGGE SUI PARCHI

Nei giorni scorsi la Camera ha approvato la proposta di legge che modifica le disposizioni in materia di aree protette. Lo scopo è di valorizzare il territorio e le biodiversità, facendone punto di forza anche economico per il rilancio del sistema Paese. L’obiettivo principale rimane la tutela dei territori che ancora mantengono intatti gli ecosistemi naturali, istituendo le cosiddette aree protette, anche nel territorio marino. La conservazione dell’ambiente naturale, come avviene in parti importanti d’Europa, attraverso la valorizzazione turistica e la gestione oculata delle sue risorse può diventare un motore dello sviluppo dei territori. Modificando infatti la legge 394 del 6 dicembre del 1991, questo provvedimento rende i Parchi naturali protagonisti dello sviluppo economico del nostro Paese. Viene istituito perciò un Sistema nazionale di aree naturali protette, costituito da parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali e delle aree marine e naturali protette; viene poi creato un Piano nazionale triennale di sistema, per permettere una programmazione ad ampio respiro in sinergia con le regioni. Altra novità è rappresentata dall’introduzione del divieto di attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento in tali aree di idrocarburi liquidi e gassosi.

Maggiori dettagli nel dossier scaricabile cliccando qui

ABOLIZIONE CORPO FORESTALE. HO INTERROGATO IL MINISTRO SUL PASSAGGIO DI COMPETENZE AL MIPPAF

Nei giorni scorsi ho sottoscritto un’interrogazione con la collega Alessandra Terrosi al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in materia di Corpo Forestale. Oggetto dell’interrogazione  è il passaggio di competenze al Mippaf dopo l’abolizione del Corpo Forestale di Stato, in particolare rispetto alla tutela e alla gestione delle foreste e della fauna e flora che le popolano. Sono stati posti in atto infatti una serie di provvedimenti che pongono l’esigenza di fare chiarezza, riguardo le funzioni della Direzione Generale delle Foreste, l’assegnazione del personale transitato dal CFS a suddetta Direzione ed eventualmente quali funzioni andranno a svolgere altre unità in esubero; c’è anche la non meno importante questione del rinnovo del contratto di tutti questi lavoratori.

Il patrimonio forestale deve essere salvaguardato come un tesoro prezioso del nostro Paese e la sua tutela dipende soprattutto dalle risorse umane che vi si dedicano. E’ pertanto di fondamentale importanza fare presto chiarezza sulla questione delle competenze, affinché ciascuno svolga il proprio compito con la massima trasparenza, correttezza e serenità.

Parlamentari al poligono Chiesti i dati: non ci sono

La commissione uranio impoverito a confronto con i sindaci: è la prima volta Delle Vedove: hanno voluto informazioni, nessuno di noi ha saputo risponderedi Milena Bidinost

CORDENONS. Una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, guidata dal presidente Gian Piero Scanu, ha incontrato ieri i sindaci dei Comuni i cui territori sono interessati dalla presenza del poligono militare Cellina Meduna (35 chilometri quadrati): Cordenons, San Quirino, Vivaro, San Giorgio della Richinvelda, Zoppola e Spilimbergo. Il poligono lambisce inoltre anche il territorio di Maniago.

La richiesta. «I rappresentati della commissione parlamentare – ha riferito il sindaco cordenonese Andrea Delle Vedove – hanno voluto sapere da noi se ci sono elementi di preoccupazione per le eventuali ricadute sul territorio delle attività di esercitazione militare, sia per l’ambiente, sia per la salute pubblica». La risposta è stata unanime. «Le amministrazioni comunali non hanno dati per affermarlo con certezza – ha detto Delle Vedove – Anzi, ho auspicato che in futuro l’Esercito e la base aerea di Aviano, che utilizzano il poligono, ce ne forniscano con una certa continuità, così come l’Arpa e gli altri enti preposti alle analisi del caso. I commissari parlamentari si sono detti disponibili a supportarci in questo».

La commissione. La Commissione parlamentare nel giugno della scorso anno aveva depositato una proposta di legge per migliorare la sicurezza sul lavoro dei militari. A ottobre ha iniziato il suo tour nei poligoni italiani, partendo dalla Sardegna. Tra ieri e oggi è nel Triveneto: oggi, in particolare sarà all’ex base Nato di Monte Venda e nel poligono di Foce Reno. Sta indagando sulle gravi patologie che hanno colpito i militari, sulle condizioni di sicurezza sul lavoro e sui rischi per l’ambiente legati all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici. «È la prima volta che la commissione viene ad ascoltare noi sindaci, che siamo i primi responsabili della salute pubblica sul territorio – ha devidenziato il sindaco di Spilimbergo, Renzo Francesconi – È un passo importante per cercare di ottenere in futuro maggiori dati. Per il momento abbiamo suggerito ai commissari di chiedere all’Azienda sanitaria e al Cro di Aviano informazioni su quanto riguarda le malattie».

I dati. Per quanto riguarda Cordenons, Delle Vedove ha ricordato che gli ultimi dati in possesso dell’amministrazione risalgono a due anni fa. Sono quelli prodotti dall’Arpa all’inizio dell’iter di caratterizzazione dell’area bersagli del poligono avviata dopo il rinvenimento, nel 2013, da parte dell’Esercito, di valori oltre soglia di metalli pesanti presenti al suolo. All’epoca l’Arpa aveva escluso la presenza di uranio impoverito e di rischi per uomo e ambiente legati alla radioattività. A giorni è attesa la relazione finale sulla caratterizzazione radioattiva, terminata nelle scorse settimane. Si passerà successivamente alla caratterizzazione da metalli pesanti.

L’incontro. L’incontro di ieri con i sindaci è stato organizzato alla caserma Forgiarini di Tauriano. «Abbiamo concordato tutti – ha sottolineato il sindaco di San Quirino, Gianni Giugovaz –che tra amministrazioni e istituzioni militari i rapporti sono sempre stati ottimi». Nel pomeriggio la commissione si è spostata a Cordenons per il sopralluogo nell’area del poligono: a guidarlo il comandante della Brigata Ariete, generale Angelo Michele Ristuccia.

LA CRISI DEL FOTOVOLTAICO. ECCO LE RAGIONI (di Pierluigi Adami)

Di fronte ad una sempre più evidente necessità di ridurre le emissioni di CO2, il 2016 ha visto superare la soglia delle 400 ppm costanti in atmosfera, vale la pena soffermare la nostra attenzione su una delle fonti rinnovabili più importanti che, purtroppo, in Italia, sta soffrendo a seguito di una serie di problematiche che meglio vengono descritte di seguito.

L’analisi puntuale e le criticità evidenziate non devono, a nostro avviso, fermare la tendenza positiva e virtuosa degli ultimi 10 anni.

L’eliminazione degli incentivi ha, di fatto, fermato l’interesse verso questa rinnovabile, ma le tecnologie acquisite e la significativa riduzione dei prezzi la rendono ancora oggi conveniente. Nel pensare a quale potrà essere il sistema energetico del futuro dobbiamo immaginare anche a come saranno alimentati i mezzi di trasporto privati: auto, moto e bici. La strada dell’elettrico sembra sempre più percorribile tanto che tutti i maggiori gruppi automobilisti mondiali, più o meno dichiaratamente, si stanno preparando a questa nuova sfida. Non sono lontani i tempi in cui la casa darà energia alla nostra auto e viceversa. In quest’ottica la presenza del fotovoltaico in ogni abitazione diventa una sfida e una risorsa, un guardare avanti per la salute delle nostre tasche e, perché no, anche del nostro pianeta.

Fotovoltaico2016

SVILUPPO SOSTENIBILE: UN’ALLEANZA STRATEGICA

Venerdì scorso si è svolta alla Camera la presentazione dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile: si tratta di una proposta elaborata dall’Onu e sottoscritta da 150 leader mondiali che fissa in 17 punti l’agenda dello sviluppo dei prossimi 15 anni, mettendo per la prima volta in relazione sostenibilità economica, sociale ed ambientale senza dimenticare aspetti come la pace, il buon governo, lo stato di diritto. Per poter raggiungere obiettivi ambiziosi e fondamentali per il rispetto dell’umanità, quali l’eliminazione della povertà più estrema, la riduzione dell’ineguaglianza all’interno e tra gli Stati, del miglioramento della gestione di acqua ed energia, l’Onu ha stanziato un budget importante che si aggira intorno ai 4 miliardi di dollari, che testimonia la fiducia e le energie indirizzate a un progetto di portata mondiale.